Se ti senti al tuo posto, hai sbagliato posto
Chi non si è mai sentito sbagliato, da adolescente. Il punto, qui, è esattamente il contrario: Lorenzo si sente giusto nel sentirsi sbagliato per tutti, o quasi. Di sicuro per i suoi genitori. Come lo vorrebbero? Socievole, sempre circondato da amici, compagni del liceo, magari una fidanzatina. Lorenzo non ha niente di tutto questo, di più, lo detesta. Ama passare i pomeriggi da solo, giocare alla playstation, o semplicemente con la sua fantasia. Lo strizzacervelli l’ha definito “narciso”, lui forse non sa nemmeno cosa voglia dire, un fiore?
Il guaio, il danno nel danno, accade quando Lorenzo comunica a sua madre l’invito da parte di alcuni compagni in settimana bianca. Certo, Lorenzo sa che la madre sarebbe stata felice, ma così? Al punto di piangere dalla commozione? Davvero? Sì, davvero. Il danno è fatto, impossibile tornare indietro. La madre ci crede, il padre ci crede. Le attrezzature sono pronte, deve solo fare la valigia e partire.

La settimana bianca di Lorenzo si tramuta in una settimana nella cantina del palazzo dove abita. Prepara proprio tutto, stavolta. Riserve di cibo a sufficienza, un sacco a pelo, dei libri, l’immancabile playstation. La vacanza perfetta. La messa in scena può avere inizio. Di certo non sentirà il soffice manto della neve, ma piuttosto quello dei tappeti ammuffiti della vecchia inquilina del suo appartamento.
Tutto sembra scorrere senza intoppi, finché la solitudine non diventa doppia. Lorenzo non è davvero da solo al mondo, ma c’è Olivia. Diversi anni in più, bella da far vacillare anche un fratello minore, o meglio, fratellastro. Condividono lo stesso padre, intransigente, rigido, a tratti quasi evanescente. Olivia è giovane, ma soprattutto ribelle. Non ne vuole sapere delle regole, dei pranzi di famiglia, dei giudizi dei parenti, tantomeno di quel padre in comune. Olivia ha bisogno di affetto sincero, ma, prima di quello, ha bisogno di soldi.
Quando chiama Lorenzo non sa minimamente che lui possa aver fatto, seppur in modo del tutto diverso dal suo, lo stesso percorso: sganciarsi da loro, sparire. Quando bussa alla porta di quella catapecchia non sa che ciò che sta veramente cercando è un fratello, lei vuole solo dei soldi, ha urgente bisogno di soldi. Per cosa?
È sciupata, Olivia. Cosa ne è di tutta quella bellezza selvaggia? Nemmeno i ricci biondi le sono più rimasti.
I segreti di Lorenzo e Olivia si fondono insieme fino a costituire una nuova verità, la loro. Lorenzo deve reggere quel peso, a patto che lo faccia anche Olivia. A patto che nessuno scopra ciò che davvero sono.
Niccolò Ammaniti ci porta fin dentro le budella di una solitudine che non è solo adolescenziale, ma esistenziale. Di un peso, di un doppio peso, che diventa sempre più zavorrante a causa di una tipica famiglia borghese che sembra dare tutto, avere tutto, eppure è proprio in quel tutto che Lorenzo, e forse anche Olivia, cercano la loro singolarità.
Con lo stile “cannibale” che lo contraddistingue dagli albori, lo scrittore romano prova a scavare dentro a un disagio non stereotipabile, e nemmeno facilmente pronunciabile. Non accade solo in questo romanzo, ma qui la forza della concisione sembra evidente, esce dalla carta. Quel ragazzo del liceo diventiamo tutti noi, al di fuori del contesto sociale, al di fuori della pressione famigliare, fin dentro la volontà di autodeterminazione.
Maddalena Crepet*

MADDALENA CREPET (Roma, 1994) si è laureata in Storia contemporanea con una tesi sul tentato omicidio del professor Sergio Lenci da parte della banda armata Prima Linea, avvenuto nel 1980. Ha frequentato il corso biennale Scrivere presso la Scuola Holden di Torino. Rientrata a Roma, lavora come ufficio stampa e consulente editoriale. Ci siamo traditi tutti, Solferino 2024, è il suo primo romanzo. Ha già all’attivo diverse pubblicazioni di racconti per riviste letterarie.


