“Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Nessun sentire è immutabile”.
Rainer Maria Rilke
Riscoprire il coraggio di essere sé stessi
L’essere umano sembra diventato l’ingranaggio di una complessa e sofisticata macchina sociale dove la tempestività e l’efficienza rischiano a più riprese di arrugginire quel nucleo primordiale entro cui albergavano sogni, paure e tante genuine incertezze.
La società odierna impone leggi e logiche nocive: futili richieste e sciocche aspettative altro non fanno se non tradire le nostre più autentiche predisposizioni dell’anima.
Nel suo ultimo lavoro intitolato “Manuale pratico di smarrimento” Lorenzo Marone offre al lettore un ventaglio di parole che restituisce all’essere umano il diritto di essere sé stesso, un breviario che ne legittima con delicatezza l’esistenza.
Non un manuale di autoaiuto, ma l’invito ad aprire le porte alle nostre paure più scomode, alla nostra vulnerabilità, a considerare come una risorsa quello che socialmente viene etichettato come “difettoso”.

Paure che possono assumere il volto antico di un geco, di un volatile, di un serpente prossimo alla muta…
Lasciarsi abitare dalle “presenze animali”
Come sottolineato dallo psicoanalista junghiano James Hillman a metà del secolo scorso, ciascuno di noi dovrebbe imparare dal regno animale. Dovremmo renderci conto che alcuni comportamenti, che noi umani consideriamo strani o bizzarri e che invece la tartaruga o la libellula eseguono con raffinata e silente saggezza, si coniugano con la logica dell’immenso. Ne “Il codice dell’anima” lo stesso Hillman invitava a valorizzare il lato ombroso e contraddittorio di ciascun essere umano, costituito da un’energia primordiale in grado di rendere autentico ogni gesto quotidiano.
La mancanza di spontaneità e l’inclinazione a censurare la nostra vera natura si è rivelato il motore delle nostre attuali nevrosi che inquinano il nostro modo di stare con gli altri e con noi stessi.
In tal senso, il manuale di Marone ci rivela che possiamo permetterci di cadere senza dovere per forza rialzarci, che possiamo lasciar andare senza che sia necessario trattenere, che è possibile abitare un tempo dove le lancette dell’orologio sono sostituite da quelle del cuore e dei nostri desideri più intimi.
Un volumetto che è antidoto per lenire il male ricevuto da una società che impone convenzioni e aspettative, rendendoci comparse di una commedia in cui indossiamo una maschera scomoda e pericolosa.
Cristi Marcì*

* Cristi Marcì è uno psicoterapeuta psicosomatico junghiano. Grazie ai libri ha scoperto la possibilità di viaggiare con l’unica compagnia gratuita: la fantasia. Adora i gialli, la saggistica e i romanzi storici. Ad oggi ha pubblicato racconti brevi sulle riviste «Topsy Kretts», «Morel, voci dall’Isola», «Smezziamo», «Offline» «Kairos» e altre ancora. Scrive articoli per il periodico scientifico «Ricerca Psicoanalitica», «Arghia» e «Mortuary Street». Trovate una sua traccia anche su «Quaerere»

