Verso un nuovo Umanesimo: i 25 anni del Libro Possibile
Un quarto di secolo tra dialogo, libertà e la bellezza di una casa comune
Esistono luoghi dove la parola scritta non resta confinata tra le pagine, ma si fa vento, mare e comunità. Il Festival Il Libro Possibile taglia il prestigioso traguardo del quarto di secolo, confermandosi non solo come uno degli appuntamenti culturali più attesi del panorama italiano, ma come un vero e proprio laboratorio di pensiero mediterraneo.
Nato nel cuore della Puglia e capace di espandersi fino alle capitali europee, il Festival ha saputo mantenere intatta una rara virtù: la capacità di coniugare il rigore della riflessione con la solarità dell’incontro. In occasione della presentazione della XXV edizione, ospitata al Circolo della Vela di Bari, abbiamo incontrato la direttrice artistica Rosella Santoro. Tra le righe di questo fuori onda, emerge la visione di un evento che sceglie la via della leggerezza calviniana per solcare le acque agitate della complessità contemporanea, ricordandoci che restare umani, oggi, è l’impresa più coraggiosa e possibile che ci sia rimasta.

La direttrice artistica ha ripercorso con noi rapidamente la storia di un festival che ha saputo contribuire a trasformare il territorio pugliese in un epicentro culturale internazionale, senza mai perdere di vista la sua missione originaria: rimettere l’uomo al centro del dialogo.
Venticinque anni e non li dimostra. Come descriverebbe oggi Il Libro Possibile? Un festival ancora giovane o una realtà ormai matura?
Più che giovane, direi che è un festival maturo. Un quarto di secolo è un traguardo importante: rappresenta una storia densa, fatta di evoluzione culturale e territoriale. Il Libro Possibile ha accompagnato e sostenuto l’affermazione della Puglia, dimostrando che la nostra regione non è solo una meta turistica per le bellezze paesaggistiche, ma una fucina di proposte culturali di rilievo. La nostra tappa consolidata a Londra, alla seconda edizione, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e la London Book Fair, sottolinea proprio questa proiezione internazionale: siamo un ponte tra il Mediterraneo e le grandi capitali europee della cultura.
Il Festival sembra vivere ben oltre i giorni della rassegna. Qual è il segreto di questo legame costante con il pubblico, specialmente quello più giovane?
Il nostro è un percorso convinto e continuo. Lavoriamo undici mesi l’anno con attività che coinvolgono tutti, dai bambini agli adulti. Il segreto risiede nel clima culturale che creiamo: cerchiamo di affrontare i grandi temi del presente con quella leggerezza di matrice calviniana, che non è superficialità ma capacità di planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore. Offriamo spunti di riflessione eterogenei, accogliendo punti di vista anche molto distanti tra loro. In un momento storico difficile come quello attuale, crediamo fermamente che per affrontare la complessità del presente servano dialogo, lettura e riflessione.
Parole come pace, libertà e umanesimo ricorrono spesso nel vostro manifesto. In che modo il libro può ancora farsi portavoce di questi valori?
Il nostro obiettivo è la costruzione di una comunità che cammini insieme verso valori condivisi: la dignità della persona, la pace e un nuovo umanesimo. Per noi del Libro Possibile il nuovo umanesimo è tale se sa abbracciare il progresso economico, tecnologico e scientifico, mantenendo però il focus sull’essere umano. Un uomo che non deve esercitare una posizione di dominio — né sull’ambiente, né sulla natura, né sulle altre popolazioni — ma che impari finalmente ad abitare la nostra casa comune.
La XXV edizione si preannuncia ricchissima. Come stimoliamo i lettori de Il Randagio a raggiungervi quest’anno nelle attraenti tradizionali località pugliesi di Polignano e Vieste, e nella tappa new entry di Irsina?
Con oltre 300 ospiti nazionali e internazionali, il palinsesto è un ecosistema di stimoli. Tra gli autori bestseller internazionali e nazionali si avvicenderanno Javier Castillo, Geoff Dyer, Eshkol Nevo, Stefania Auci, Roberto Saviano, Gianrico Carofiglio, Maurizio De Giovanni. E siamo pronti a dedicare uno degli eventi in programma all’atteso Premio Strega 2026. L’invito che rivolgo ai lettori de Il Randagio è quello di consultare il programma non come un calendario di eventi, ma come una mappa di navigazione. Ognuno può e deve crearsi un percorso di lettura personalizzato in base alle proprie curiosità, o lasciarsi provocare da argomenti nuovi e posizioni inedite ascoltando autori distanti dal proprio sentire.
In fondo, il Libro Possibile è tale perché permette a ogni lettore di diventare, idealmente, l’autore del proprio libro esistenziale.
Esattamente. Ognuno diventa autore della propria formazione, dei propri interessi e delle proprie possibilità. Il libro è lo strumento, ma il fine resta sempre la libertà di pensiero del singolo all’interno della comunità.
In bocca al lupo al Libro Possibile e buona lettura
Rita Mele

Rita Mele: barese, ma da molti anni vive a Bolzano. Giornalista, giurista, formatrice, psicologa, insegnante di yoga. Progetti per il futuro: ballare

