Napoletano in pillole: Lezione 6, di Simona Iaccio e Stefano Russo, autori de “Il Tesoro della Lingua Napoletana” (Edizioni MEA)

“È acqua ca nun leva sete.”


Traduzione letterale: “È acqua che non disseta”.  L’acqua, nella vita, dovrebbe essere la cosa più semplice: si beve e si sta subito meglio. In questo caso, invece, si beve e si resta assetati. 

Il detto nasce da una constatazione amara: non tutto ciò che sembra “buono” lo è davvero, e non tutto ciò che viene offerto salva. Ci sono soluzioni che luccicano, promesse che suonano giuste… e poi si scopre che non hanno sostanza. 

È un detto che si usa con un mezzo sorriso stanco e invita a fare una cosa difficilissima: guardare in faccia l’insufficienza. Dire: “questa cosa non basta”. E non basta non perché si è troppo esigenti, ma perché c’è un bisogno vero da soddisfare.

Funziona benissimo nelle relazioni: quelle da una carezza ogni tanto e un vuoto costante. Funziona nel lavoro, nelle amicizie, nelle comportamenti che promettono tanto. “Acqua ca nun leva sete” è un invito alla libertà e a cercare un’altra fonte, una fonte di acqua vera, che disseta.

BUONA GIORNATA! 

Simona Iaccio e Stefano Russo

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Buon divertimento!

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