
“È acqua ca nun leva sete.”
Traduzione letterale: “È acqua che non disseta”. L’acqua, nella vita, dovrebbe essere la cosa più semplice: si beve e si sta subito meglio. In questo caso, invece, si beve e si resta assetati.
Il detto nasce da una constatazione amara: non tutto ciò che sembra “buono” lo è davvero, e non tutto ciò che viene offerto salva. Ci sono soluzioni che luccicano, promesse che suonano giuste… e poi si scopre che non hanno sostanza.
È un detto che si usa con un mezzo sorriso stanco e invita a fare una cosa difficilissima: guardare in faccia l’insufficienza. Dire: “questa cosa non basta”. E non basta non perché si è troppo esigenti, ma perché c’è un bisogno vero da soddisfare.
Funziona benissimo nelle relazioni: quelle da una carezza ogni tanto e un vuoto costante. Funziona nel lavoro, nelle amicizie, nelle comportamenti che promettono tanto. “Acqua ca nun leva sete” è un invito alla libertà e a cercare un’altra fonte, una fonte di acqua vera, che disseta.
BUONA GIORNATA!
Simona Iaccio e Stefano Russo
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