Sei racconti da Gaza ci arrivano dalla penna di Duaa Sa’id, per il tramite della traduttrice Laura Tribuzio, arabista e persianista dell’Université Catholique di Lovanio (Belgio) e Aldo Nicosia, arabista dell’Università di Bari.
Sei racconti come frammenti di luce dalle macerie, che pubblicheremo uno alla volta, ogni mercoledì delle prossime settimane, perché ci sono parole che meritano più attenzione di altre e hanno bisogno di tempo per restare.
Duaa Sa’id, come avete modo di leggere nella bio a corredo, è poco più che trentenne e attualmente vive in una tendopoli nel campo di al-Mawasi, nella zona di Khan Yunis.

Sei racconti da Gaza, di Duaa Sa‘id
3
Le lacrime del cielo sono un dono
Maria nell’abbraccio di una nuvola
Maria si svegliò con un dolore al collo e sentì che il cuscino non la faceva stare comoda. Si alzò con fatica dal suo posto, in cerca di qualcosa di morbido da usare come cuscino per tornare a dormire.
Scorse una nuvola bianca, vicina, che si stendeva lungo l’orizzonte, e sussurrò a bassa voce: «Ah, se potessi fare un cuscino con la nuvola!»
Maria sentì la nuvola avvicinarsi. Pensò di sognare e si stropicciò gli occhi, e rimase sorpresa nel vedere che la nuvola era ormai così vicina da sfiorarla.
Maria tese la mano con cautela e stupore e sentì la nuvola muoversi dolcemente verso di lei per toccarle la mano. Il tocco della nuvola la lasciò incantata. Disse: «Oh! È morbida e soffice come il cotone, e calda come il sole.»
La nuvola rise e disse: «Proprio così, piccola mia. Sono qui per essere il cuscino dei tuoi sogni e per portare via ogni tuo dolore.»
Maria sorrise stupita e felice e disse: «Davvero?!»
La nuvola rispose: «Certo, piccola mia.»
Maria si distese sulla nuvola e sentì che era come un abbraccio celeste, e con esso ogni dolore scomparve. Ma subito dopo sentì arrivare la tristezza, e la nuvola avvertì il peso di quel sentimento e le chiese: «Che cosa c’è, piccola? Dimmelo.»
Maria rispose con tristezza: «Sei bella, morbida e calda. Ma presto arriverà l’inverno, verrà la pioggia, e allagherai le tende.»
La nuvola si rattristò e il suo bianco diventò grigio. Disse: «Ah, piccola mia, mi dispiace, ma non dipende da me: la pioggia fa parte della mia vita e della tua. Quando il sole si sveglia sopra la terra, i mari e i fiumi, le leggere particelle d’acqua salgono nel cielo come piccoli sogni, e io le raccolgo con dolcezza nel mio abbraccio. Più particelle d’acqua si riuniscono, più diventiamo pesanti, e sentiamo di non poter restare in alto. Allora cominciamo a cadere in forma di gocce di pioggia, come se mandassimo baci freddi alla terra, agli alberi e ai fiori, e dissetiamo i semi che dormono sotto il suolo, perché crescano e diventino grandi. La pioggia è il modo in cui le nuvole donano di nuovo la vita: a te, alla terra e a tutte le creature.»
Maria notò la tristezza della nuvola e disse: «A me la pioggia piace.»
La nuvola si rasserenò e tornò bianca.
Maria continuò: «Una volta, quando avevamo una casa, la pioggia era bellissima. Ricordo che la mamma mi prendeva in braccio per farmi guardare la pioggia dalla finestra, e mi faceva tendere la mano per prendere qualche goccia. Io gridavo per la gioia e per le risate. Ma adesso è diverso. La guerra ha distrutto le case, e nella nostra zona non è rimasta nemmeno una casa. E le tende si allagano facilmente con la pioggia: non sono come le case.»
La nuvola disse con sconforto: «Anch’io odio la guerra. Tutta questa polvere, le macerie e la polvere da sparo mi fanno male e mi fanno tossire pioggia in posti dove non vorrei.»
Maria disse: «Io non ce l’ho con te. Il problema è la guerra. Anche tu ci porti l’acqua quando manca, e siamo stati molto felici quando è successo. La pioggia è importante per noi, lo dice la mamma. In un mondo migliore l’acqua è il segreto della vita.»
La nuvola disse: «Anche in questo mondo, piccola mia. Non preoccuparti, presto le cose andranno meglio. Ora riposa.»
Maria chiuse gli occhi e sognò una foresta piena di colori, nuvole colorate nel cielo, fiori che ondeggiavano nella brezza e uccelli che cantavano sopra gli alberi.
Quando aprì gli occhi, la nuvola non c’era più, ma sentì qualcosa di diverso: uno strano calore nel cuore, una piccola speranza che le sorrideva, e nessun dolore al collo. Sentì di non essere sola in quel mondo immenso.
Si guardò intorno, vicino alla sua tenda, e vide le tracce dei piccoli semi che aveva piantato qualche giorno prima, e pensò che la pioggia avrebbe potuto aiutarli a crescere.
Così Maria imparò che la speranza può comparire dove meno ce lo si aspetta, e che la vita trova sempre la sua strada per seminare calore in mezzo alla distruzione.
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Biografia dell’autrice
Duaa Sa’id (1995), nata a Gaza (Khan Younes), laureata in lingua inglese, dal 2024 al 2025 ha seguito un corso di infermieristica. Attualmente vive in una tendopoli nel campo di al-Mawasi, sempre nella zona di Khan Yunis.
Alcune sue poesie sono state tradotte da Aldo Nicosia nel volume La rosa di Gaza (Les Flaneurs, Bari, 2026), in cui ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Vorrei che la mia parola testimoniasse che la poesia palestinese può parlare dell’occupazione, ma non solo del genocidio, ma non solo. Perché non siamo solo vittime schiacciate dai traumi dell’occupazione, ma anche e ancora esseri sognanti che si affaticano per cercare di dare un senso all’esistenza e si interrogano sul bisogno di avere bellezza” (p. 121).
I sei racconti qui tradotti, tratti da una raccolta inedita (“Piccole cose che sognano”) sono stati ispirati da una bambina reale, di nome Maria: “Attraverso la sua curiosità infantile e le sue conversazioni con le stelle, gli uccelli e le piccole cose intorno a lei, essi aprono spazi di magia e di riflessione sulla vita, sul lutto, la speranza, il coraggio. La guerra è solo un fievole retroscena rispetto alla fantasia di Maria, che cerca di comprenderla, alla sua maniera, con l’ascolto di ciò che dicono le cose silenti”.

Bionota della traduttrice:
Laura Tribuzio è arabista e persianista, ricercatrice presso l’Université catholique de Louvain (Belgio), dove si occupa della trasmissione dei saperi scientifici e occulti nelle tradizioni araba e persiana. Ha insegnato lingua araba in ambito universitario e scolastico e ha lavorato nella mediazione culturale, collaborando con ONG ed enti pubblici. È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e sta preparando una monografia dedicata ai rapporti tra sapere e autorità nelmondo arabo-persiano premoderno.
Aldo Nicosia ricercatore (abilitato a Professore associato di Lingua Letteratura Araba l’Università di Bari, Italia). Autore di 3 saggi: 1. Il cinema arabo, 2007, Carocci, Roma: 2. Il romanzo arabo al cinema. Microcosmi egiziani e palestinesi 2014, Carocci, Roma; 3. Intellettuali e censura nel cinema egiziano (1952-1999), 2025 , Progedit, Bari. Recenti volumi di traduzioni: 4. Ho ancora le mani per scrivere. Testimonianze dal genocidio a Gaza. edizioni Q, Roma. 2025; 5. Walid Daqqa, Il segreto dell’olio e della spada, edizioni Q, Roma. 2026










