Napoletano in pillole: Lezione 8, di Simona Iaccio e Stefano Russo, autori de “Il Tesoro della Lingua Napoletana” (Edizioni MEA)

“Sí nu quadro ’e luntananza!”

Ad litteram: “Sei un quadro da guardare da lontano.”

Da lontano tutto appare armonioso: i contorni si confondono, i difetti si perdono, l’insieme conquista. Poi la distanza si accorcia, l’occhio mette a fuoco e l’incanto comincia a sfaldarsi. In origine il detto si riferisce soprattutto all’aspetto fisico: una persona che, vista nel complesso, sembra bellissima, ma perde fascino appena la si osserva meglio.

Eppure il quadro ’e luntananza riguarda anche il carattere. Ci sono persone splendide finché restano sullo sfondo: curate, brillanti, costruite con grande attenzione. Avvicinandosi, però, affiorano le crepe, le pose, la distanza tra ciò che mostrano e ciò che sono davvero. La cornice regge, la tela molto meno.

Il napoletano riesce ancora una volta a trasformare un giudizio in un’immagine precisa. Invece di dire che qualcuno vive d’apparenza, lo appende idealmente a una parete e stabilisce la distanza giusta da cui guardarlo. È ironia, certo, ma anche un invito a superare la prima impressione.

La bellezza autentica sopporta la vicinanza. Anzi, spesso cresce proprio nei dettagli. Un quadro vero continua a parlare anche quando gli vai vicino. Quello di lontananza, invece, ha bisogno dello spazio per conservare l’illusione.

BUONA GIORNATA! 

Simona Iaccio e Stefano Russo

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Buon divertimento!

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