
“Nun t’abbuffe manco ’e turrene ’e campusanto!”
Ad litteram: “Non ti sazi neanche con il terreno del camposanto!”
A Napoli, quando qualcuno sembra non averne mai abbastanza, può sentirsi rivolgere questa frase. E l’immagine è già una piccola scena: una fame così smisurata che nemmeno tutta la terra di un cimitero riuscirebbe a riempirti.
Naturalmente, qui la fame conta fino a un certo punto. Il detto può colpire chi mangia senza misura, ma soprattutto chi vuole sempre di più: soldi, vantaggi, attenzioni, potere. Uno prende, incassa, accumula, e dopo cinque minuti è di nuovo lì con la mano tesa. Ogni conquista dura il tempo di guardare quella successiva.
Ed è proprio l’esagerazione a rendere l’espressione così efficace. La lingua napoletana spalanca addirittura i cancelli del camposanto e mette davanti agli occhi una quantità di terra enorme, quasi definitiva. Se nemmeno quella riesce a saziare qualcuno, allora il senso è chiaro: quella fame non ha fondo.
C’è ironia, ma anche una certa severità. Perché questo detto prende di mira quella forma di ingordigia che supera il bisogno e diventa carattere: avere e desiderare subito altro, senza riuscire mai a godersi ciò che già si possiede.
Ancora una volta la lingua napoletana trasforma un difetto umano in un’immagine impossibile da dimenticare.
SALUTI–
Simona Iaccio e Stefano Russo
Simona & Stefano IL TESORO DELLA LINGUA NAPOLETANA tesorolinguanapoletana@gmail.com |
Per acquistare il libro: https://amzn.to/4p6rF1U
Per seguire Il Tesoro della Lingua Napoletana su Facebook: https://www.facebook.com/iltesorodellalinguanapoletana?locale=it_IT
su Instagram: http://@iltesorodellalinguanapoletana
su TikTok: http://tiktok.com/@tesoro_lingua_napoletana


Simona & Stefano 


