Francesca G. Marone, “Le custodi dell’anima” (Salani, 2026) a “Tre minuti per un libro”, videopodcast a cura di Loredana Cefalo

prima parte

Francesca G. Marone, Le custodi dell’anima (Salani, 2026)

 Con Le custodi dell’anima, Francesca G. Marone firma un romanzo storico di profondo respiro, capace di far dialogare epoche lontane attraverso una suggestiva struttura a specchio. Ambientata nello scenario solenne dell’abbazia di Cava de’ Tirreni, la narrazione intreccia i destini di due donne distanti nei secoli ma unite dalla medesima sofferenza: Sibilla, nobile borgognona del XII secolo data in sposa al potente re Ruggero II di Sicilia, e Luigia, detta Gina, una ragazzina degli anni Cinquanta del Novecento che tenta di sfuggire a una realtà contadina misera e violenta. La forza del genere storico, in quest’opera sta, in primis, nella meticolosa ricostruzione di ambienti e usanze (dalle tecniche di levigatura della pergamena nello scriptorium medievale alle atmosfere del cimitero longobardo), ma anche nella capacità di dimostrare come il dolore, l’aspirazione alla libertà e la memoria si tramandino, immutati, di donna in donna.

seconda parte

Il principale motore di questo legame è la denuncia della gabbia del patriarcato: nel Medioevo come nel Novecento, le protagoniste si scontrano con un mondo dominato da logiche maschili prevaricatrici. Sibilla subisce la i soprusi sessuali di un marito che la considera un mero strumento dinastico, un ventre cavo da cui pretendere un erede, mentre la corte giustifica I comportamenti violenti e isola la sua identità. Gina viene ripetutamente picchiata da suo padre e i suoi fratelli rivendicano la propria superiorità per il solo fatto di essere maschi, assecondati dal silenzio rassegnato delle figure femminili. 

In entrambi i mondi, alle donne è precluso l’accesso alla cultura e allo studio, ritenuti inutili o pericolosi.

La risposta a questa oppressione però  è la 

ribellione clandestina: Gina arriva a bendarsi il petto e a tagliarsi i capelli per travestirsi da ragazzo, pur di essere accolta come sguattero nel convitto monastico e attingere al sapere, mentre Sibilla sfida i divieti regali per rifugiarsi tra gli scaffali profumati di cedro della biblioteca.

In entrambi i mondi, il corpo femminile non appartiene alle donne, ma è territorio di conquista, sottomissione e violenza e in questo contesto di privazione, la scrittura e la parola scritta diventano salvifiche. 

Il libro diventa un oggetto sacro, una chiave magica capace di scardinare le porte della prigione patriarcale. Se Sibilla trova la luce decifrando gli arabeschi dorati dei manoscritti, Gina sperimenta lo stesso miracolo studiando di nascosto i quaderni donatile da un vecchio maestro.

Dalla mortificazione sorge un potere 

femminile sotterraneo: le protagoniste scoprono che l’emancipazione non passa attraverso la forza fisica dei maschi, ma attraverso la mente e la parola.

L’emblema di questo enigma è un volume di poesie di Emily Dickinson che attraversa letteralmente le generazioni: stretto al petto come uno scudo contro le scosse del terremoto e della vita, scompare e riappare fino a viaggiare su un aereo verso l’Afghanistan, nelle mani di una bambina in cerca di riscatto.

Con una prosa lirica e un pizzico di mistero, Francesca G. Marone ci ricorda che se gli uomini possono incatenare i corpi, non possono nulla contro il volo dello spirito. 

Le custodi dell’anima è, in definitiva, una celebrazione della cultura come prima e più potente arma di emancipazione femminile, un romanzo che dimostra come i libri siano i veri, eterni custodi della nostra libertà.

Loredana Cefalo*

* Mi chiamo Loredana Cefalo, classe 1975, vivo a Cagliari, ma sono Irpina di origine e per metà ho il sangue della Costiera Amalfitana. Adoro le colline, il profumo della pioggia, l’odore di castagne e camino, che mi porto dentro come parte del mio DNA.

Ho una grande curiosità per la tecnologia, infatti da cinque anni tengo una rubrica di chiacchiere a tema vario su Instagram, in cui intervisto persone che hanno voglia di raccontare la loro storia. 

Sono stata una professionista della comunicazione, dell’organizzazione di eventi e della produzione televisiva, settori in  cui ho un solido background. Mi sono laureata in Giurisprudenza e ho un Master in Pubbliche Relazioni.

Ho accumulato una lunga esperienza lavorando per aziende come Radio Capital, FOX International Channels, ANSA e Gruppo IP, ricoprendo ruoli significativi nel settore della comunicazione e dei media, fino a quando non ho scelto di fare la madre a tempo pieno dei miei tre figli Edoardo, Elisabetta e Margaret.

In un passato recente ho anche giocato a fare la  foodblogger e content creator, con un blog personale dedicato alla cucina, una delle mie grandi passioni, insieme all’arte pittorica e la musica rock.

L’amore per la scrittura, nato in adolescenza, mi ha portata a scrivere il mio primo romanzo, “Il mio spicchio di cielo” pubblicato il 16 gennaio 2025 da Bookabook Editore e distribuito da Messaggerie Libri. Il romanzo è frutto di un momento di trasformazione e di crescita. La storia è presa da una esperienza reale vissuta indirettamente e ricollocata nel passato per fini narrativi e per gusto personale. Ho abitato in molti luoghi e visitato con passione l’Europa e le ambientazioni del romanzo sono frutto dell’amore che provo nei confronti delle città in cui è collocato.