Diego Zandel, “Anni di pietra” (Voland, 2026) a “Tre minuti per un libro”, videopodcast a cura di Loredana Cefalo

prima parte

Diego Zandel, “Anni di pietra” (Voland, 2026)

Il romanzo Anni di pietra, una storia greca (Voland) di Diego Zandel è un’opera che intreccia la memoria personale dell’autore con la tormentata storia della Grecia del Novecento. 

Al centro della narrazione troviamo la figura di Manolis Fourtounis (1926-2019), poeta e combattente per la libertà, la cui tomba nel cimitero di Kefalos diventa il punto di partenza per un viaggio a ritroso nel tempo.

Zandel rende la cronaca storica un vero e proprio mosaico di eventi, esplorando la storia moderna del popolo greco dall’occupazione italiana e nazista di Kos alla brutale guerra civile, fino alla dittatura dei colonnelli. 

seconda parte

Attraverso le testimonianze dei protagonisti, come l’anziana danzatrice Arghirò o il professore Antonio Balbo, il testo ci porta a una riflessione universale sulla coerenza morale, mettendo in luce la complessità del periodo bellico, dove l’umanità emerge anche tra le divise nemiche. 

Il comunista tedesco Rudi, arruolato a forza dalla Wehrmacht dopo anni di lager, diventa il mentore politico di Manolis e il protettore della famiglia di Antonio contro la brutalità dei suoi stessi commilitoni. 

Parallelamente, il Tenente Killmayer è presentato come un ufficiale tedesco e musicista, che vive con orrore le pratiche naziste e si innamora di Arghirò e della cultura greca attraverso la danza, dimostrando che l’anima può restare libera anche sotto un regime oppressivo.

La figura di Manolis è il fulcro di un’epoca che i greci definiscono “anni di pietra” per la durezza del regime carcerario ma anche per la fermezza dei principi dei combattenti. Il testo analizza con crudezza il trauma del confino a Makronissos e Aghios Efstratios, dove la tortura non mirava solo al dolore fisico, ma all’abbattimento della dignità attraverso la richiesta di abiura.

Zandel sottolinea a più riprese il profondo conflitto interiore di Manolis: la sua resistenza non è solo contro i carcerieri, ma anche contro il dogmatismo cieco del suo stesso partito, che lo isolerà per le sue posizioni critiche e per la sua difesa della libertà di dissentire.

I dialoghi sono vere e proprie lezioni di storia vissuta. L’ambientazione di Kos, descritta con minuzia e grande partecipazione emotiva, oscilla tra la bellezza paradisiaca del paesaggio e l’eco degli eccidi, come quello dei 103 ufficiali italiani a Linopoti, o le impiccagioni pubbliche di civili innocenti.

In conclusione, con Anni di pietra, una storia greca, Diego Zandel, nato in un campo profughi da genitori esuli fiumani, riversa la sua sensibilità di uomo di frontiera, rendendo omaggio a Manolis Fourtounis, amico e maestro di vita e contemporaneamente al popolo greco, disegnandone una biografia pregna di dignità e incrollabile rigore morale.

Loredana Cefalo*

* Mi chiamo Loredana Cefalo, classe 1975, vivo a Cagliari, ma sono Irpina di origine e per metà ho il sangue della Costiera Amalfitana. Adoro le colline, il profumo della pioggia, l’odore di castagne e camino, che mi porto dentro come parte del mio DNA.

Ho una grande curiosità per la tecnologia, infatti da cinque anni tengo una rubrica di chiacchiere a tema vario su Instagram, in cui intervisto persone che hanno voglia di raccontare la loro storia. 

Sono stata una professionista della comunicazione, dell’organizzazione di eventi e della produzione televisiva, settori in  cui ho un solido background. Mi sono laureata in Giurisprudenza e ho un Master in Pubbliche Relazioni.

Ho accumulato una lunga esperienza lavorando per aziende come Radio Capital, FOX International Channels, ANSA e Gruppo IP, ricoprendo ruoli significativi nel settore della comunicazione e dei media, fino a quando non ho scelto di fare la madre a tempo pieno dei miei tre figli Edoardo, Elisabetta e Margaret.

In un passato recente ho anche giocato a fare la  foodblogger e content creator, con un blog personale dedicato alla cucina, una delle mie grandi passioni, insieme all’arte pittorica e la musica rock.

L’amore per la scrittura, nato in adolescenza, mi ha portata a scrivere il mio primo romanzo, “Il mio spicchio di cielo” pubblicato il 16 gennaio 2025 da Bookabook Editore e distribuito da Messaggerie Libri. Il romanzo è frutto di un momento di trasformazione e di crescita. La storia è presa da una esperienza reale vissuta indirettamente e ricollocata nel passato per fini narrativi e per gusto personale. Ho abitato in molti luoghi e visitato con passione l’Europa e le ambientazioni del romanzo sono frutto dell’amore che provo nei confronti delle città in cui è collocato.

Viaggio ibrido nel Mare Nostrum – Grecità e civiltà mediterranee

Con il Patrocinio della Società Filellenica Italiana si sta svolgendo un ciclo di conversazioni
riguardanti la Grecia Antica, dal titolo “Viaggio Ibrido nel Mare Nostrum”, nel riconoscimento del
ruolo centrale che la grecità ha avuto nella costruzione e nella definizione delle civiltà che si
affacciano sul Mediterraneo. Si intende narrare l’intreccio dei diversi elementi che contribuiscono alla formazione dell’humus culturale dal quale attingono tutte queste civiltà.
L’idea di conversazioni multidisciplinari nasce dall’esigenza di presentare l’unitarietà della cultura e la necessità di una conoscenza non ingabbiata in rigidi ambiti disciplinari, ma orizzontalmente intrecciata e interconnessa.


Inoltre, l’avvento della civiltà digitale ha fatto sì che ogni persona possa facilmente accedere a
cognizioni prima confinate nelle specifiche discipline, rendendo quindi viva la necessità
dell’interdisciplinarietà, vista non come sovrapposizione ma come simbiosi tra i diversi saperi.
La scienza può accrescere le capacità umane di analisi e di sintesi, permettendo di condurre queste operazioni su domini sempre più ampi, purché si comprenda che scienze naturali e scienze umane sono solo diverse angolazioni dalle quali studiare la realtà: l’uomo e il mondo, in una dinamica e reciproca influenza.
Assistiamo, invece, ad una contrapposizione tra cultura scientifica e umanistica, già stigmatizzata negli anni ’50 del secolo scorso, da Lord Snow, il quale in una famosa conferenza parlò di “ostilità e inimicizia” tra persone di estrazione diversa, ma anche fondamentalmente di mancanza di comprensione.
Dopo più di 70 anni è certamente vero che ci sono stati molti sforzi per riavvicinare le posizioni, ma resta ancora, in varie forme, questa contrapposizione che pesa duramente sul pensiero occidentale.


Ancora qualche giorno fa, presentando l’allarme per le violenze nelle scuole, Fabrizio Coscia (Il
Mattino, 7 febbraio c.a.) richiamava la risposta del filosofo francese Edgar Morin, quale unica
possibile e praticabile risposta contro il degrado dominante: “occorre stabilire comunicazioni e
legami tra le due branche separate della cultura” affinché l’una non progredisca a discapito
dell’altra e l’insegnamento persegua, quanto più è possibile, un modello interdisciplinare.
In questa visione, il “Viaggio ibrido” toccherà vari aspetti riguardanti la vita, la religione, la cultura e la fortuna storica della Grecia antica, offrendo una panoramica da cui emerge evidente che là si situano le fondamenta della civiltà occidentale, che continuano ad avere ancora una rilevantissima influenza sui modi d’essere e sugli orientamenti del mondo contemporaneo.
Verranno presentate “storie” che non hanno esclusiva prevalenza umanistica: i migranti, la musica, il Vulcanesimo, l’astronomia vengono interpretate e mostrate non da “storici” ma da persone di altra e complementare cultura: un’archeologa, un musicologo, una geologa, un astrofisico. Questo per spiegare il termine “viaggio ibrido”, ricordando in tutti i casi il valore alto della cultura.
Come scrive Tomaso Montanari nelle pagine di un suo recente saggio, lucido e appassionato (Se amore guarda. Un’educazione sentimentale al patrimonio culturale di Tomaso Montanari – Einaudi, 2023) : il patrimonio culturale è la nostra religione civile, la nostra scuola di liberazione: non riguarda soltanto il paesaggio o le opere d’arte, ma riguarda soprattutto noi e quell’amore che tutto congiunge.
Il Programma, iniziato l’8 Gennaio con: Migranti del Mediterraneo Antico: verso la formazione
della cultura occidentale di Giovanna Greco (Università Federico II di Napoli)
continuerà secondo il Calendario:

20 Febbraio: Parthenope e Neapolis tra Mito, Storia e Realtà Materiale – Giovanna Greco (Università Federico II di Napoli)

26 Marzo: Musica e coreutica nella Grecia antica – Angelo Meriani (Università degli Studi di Salerno)

22 Aprile: L’esplosione di Santorini tra Storia e Leggenda – Maria Palumbo (Università Federico II di Napoli)  

13 Maggio: Stelle e Miti Greci – Gaetano Scarpetta (Università degli Studi di Salerno)

10 Giugno: I rapporti familiari e i personaggi di basso rango sociale nell’antica tragedia greca – Giovanna Pace (Università degli Studi di Salerno)

Le conversazioni si terranno, alle ore 17, presso Il Clubino – via Luca Giordano 73 – Napoli

Vittoria Vittoria