Elisa Del Mese, “Diffidare delle cucine pulite” (Bompiani, 2026) a “Tre minuti per un libro”, videopodcast a cura di Loredana Cefalo

prima parte

Elisa Del Mese, Diffidare delle cucine pulite (Bompiani, 2026)

È vero che esiste un codice universale, un linguaggio non scritto che descrive tutte le relazioni amorose? E come si gestisce, in questa universalità, il trascorrere del tempo e l’avanzare della senilità, fase in cui ogni linguaggio muta insieme ai corpi?

​In “Diffidare delle cucine pulite” (Bompiani), romanzo d’esordio di Elisa Del Mese — autrice e sceneggiatrice per la radio e la TV — il codice delle relazioni amorose diventa reale e scritto: una serie di mantra che descrivono in modo “oracolare” le storie d’amore.

​A dare voce e pensiero a questi oracoli è Bernardo, un manager sessantenne che incontra sul suo cammino Beatrice, la voce narrante. Lei ha l’età di sua figlia e con lui intreccia una lunga e vorticosa relazione passionale.

seconda parte

Ma quando la passione si intiepidisce e l’intesa si incrina, quando tutto cambia lentamente, senza grandi scossoni, solo per via dell’età che avanza, quanto può essere importante preservare quel disordine, quella grammatica del godimento, pur sapendo che non potrà mai bastare a garantire un rapporto solido e duraturo? ​

Al centro della narrazione l’autrice pone una storia di bisogni: anzitutto l’esigenza viscerale della protagonista di sentirsi vista, che si alimenta a vicenda con il bisogno del compagno di fermare il tempo. ​

Sono le fondamenta adatte a una costruzione amorosa stabile? Difficile dirlo, considerando che l’amore appartiene alla sfera più intima e invalicabile di chi lo vive. E infatti la storia tra Beatrice e Bernardo dura dieci anni, senza scossoni né imprevisti clamorosi; scorre nei giorni cementandosi attorno al narcisismo dei protagonisti, che si sentono invincibili, incompresi, superiori a un mondo esterno che, a detta loro, li osserva con invidia. ​

Un ruolo centrale nella poetica del romanzo è affidato alla cultura enogastronomica, metafora continua del rituale amoroso: le cotture lente, il vino centellinato e la rottura dei conformismi a tavola, elementi che spingono i due amanti a compiacersi ulteriormente dell’incomprensione altrui. ​

La forza del racconto risiede nel mostrare come amore e desiderio si trasformino quando entrano in contatto con la vecchiaia e con i vuoti affettivi del passato. Il vertice poetico del libro si condensa nell’archivio per la vecchiaia: una scatola custodita come una reliquia in cui i due raccolgono con cura gli oggetti che serviranno a Bernardo, una volta anziano, per ricordare il loro legame.

Dietro la maestria seduttiva, Bernardo trascina lo spettro inesorabile del limite: la consapevolezza che gli anni migliori sono ormai alle spalle e che il tempo a disposizione si assottiglia. Quando la vecchiaia irrompe con tutta la sua fragilità, confinandolo tra le mura di una RSA, l’uomo sceglie un ritiro intransigente, rifiutandosi di farsi vedere per il pudore di mostrarsi vulnerabile e decaduto agli occhi di chi lo ha considerato quasi una divinità.

“​Diffidare delle cucine pulite” trova la propria sintesi ideale nella metafora della coppa di cristallo: quando subisce un urto, la mente umana, esattamente come i legami più profondi, non va in frantumi come un vetro comune, ma si fessura dall’interno, conservando intatta la superficie e celando crepe invisibili quanto irreparabili. ​

Attraverso una scrittura dinamica che rifiuta la linea retta della cronologia, Elisa Del Mese costruisce una riflessione intima: l’amore adulto non può risanare le ferite pregresse né arrestare la corsa verso la fine, ma resta l’unico mezzo di contrasto capace di rivelare chi siamo veramente.

Loredana Cefalo*

* * Loredana Cefalo, è stata imprenditrice e organizzatrice di eventi, per poi approdare in radio e TV come produttrice e redattrice. Per Il Randagio si occupa dell’ufficio stampa, legge, scrive e crea contenuti social di cui è molto appassionata.