Ep. 4 Penelope: la regina dell’attesa
A differenza di Giocasta e Clitemnestra, che eliminano il vecchio sovrano con uno nuovo, Penelope interrompe questo schema matriarcale, rifiutando di cedere il trono alle insistenze dei Proci o al figlio Telemaco, permettendo invece il ritorno del vecchio re e dell’ordine legittimo attraverso l’attesa, la fedeltà e il perdono.
Penelope è la grande assente-presente dell’epopea. Senza di lei, il viaggio di ritorno di Odisseo e la stessa identità di principe di Telemaco non avrebbero ragione di esistere.
Nel vasto mosaico dei miti classici, la figura di Penelope viene spesso liquidata come il cliché della sposa fedele e sottomessa, confinata al telaio in attesa del ritorno dello sposo. Eppure, a un’attenta lettura dell’Odissea, la regina di Itaca emerge come un personaggio dirompente, capace di sovvertire i canoni del mondo omerico e patriarcale. A differenza delle sue celebri antenate tragiche, come Giocasta e Clitemnestra, Penelope compie una scelta rivoluzionaria: interrompe il cosiddetto “sacrificio del paredro“, rifiutandosi di detronizzare il vecchio re, di offrire il trono al figlio o di cedere a un giovane pretendente. Sceglie invece l’attesa, la strategia e il ritorno dell’ordine legittimo.
La sua è una presenza-assenza costante. Senza di lei, il lungo viaggio di Odisseo e la stessa identità di Telemaco come principe perderebbero di significato. E se il paragone con la cugina Elena è inevitabile, le differenze emergono con forza: Elena è libera, visibile, protetta dalla dea dell’amore Afrodite; Penelope, invece, si muove velata ed è la protetta di Atena, la divinità dell’intelligenza e della strategia. Dietro un’apparente sottomissione al padre, al marito e persino alle frecciate del giovane figlio, la regina custodisce una tempra d’acciaio.
È lei la grande procrastinatrice e ingannatrice dell’epopea: con il celebre stratagemma della tela — tessuta di giorno e disfatta di notte — riesce a tenere a bada i Proci per anni, logorandoli psicologicamente e preferendo sacrificare i beni materiali della casa pur di non tradire il legame con Odisseo. Nel teso rapporto con Telemaco e nella gestione spietata del tempo e dello spazio all’interno dell’isola, Penelope non è una vittima passiva, ma la vera stratega e custode dell’oikositacese.
Il rapporto con il figlio Telemaco è complesso e segnato da tensioni generazionali, ma unito da una comune protezione nascosta. Penelope si conferma il vero perno di Itaca: la sua resistenza passiva ma tenace logora i pretendenti e spiana la strada al trionfale ritorno di Odisseo, ristabilendo l’unità della coppia regale.
Chantal Fantuzzi*






