“Donne nel mito”, il videopodcast a cura di Chantal Fantuzzi – Episodio 2: Ifigenia

Ep. 2 Ifigenia: la vergine del destino

Ifigenia è il cardine tra il “prima” e il “dopo” della guerra di Troia. In Aulide, la flotta achea è bloccata dall’ira di Artemide; il responso di Calcante è atroce: solo il sacrificio di una vergine placherà la dea. Agamennone attira la figlia con l’inganno di nozze con Achille, ma la conduce all’altare. Eschilo descrive il dissidio di Agamennone, che sceglie il potere sulla paternità. Solo Lucrezio, secoli dopo, condannerà la “religiosa empietà” di Agamennone, padre padrone che uccide la figlia in nome della religione. 

Nessun poeta antico, tuttavia, comprende le ragioni della vendetta che Clitemnestra, madre della ragazza, attuerà dieci anni dopo l’assassinio della figlia, uccidendo Agamennone. 

Tuttavia, il mito si sdoppia. In Euripide (Ifigenia in Aulide), Artemide sostituisce la giovane con una cerva, portandola in Tauride come sacerdotessa. Qui, anni dopo, Ifigenia ritrova il fratello Oreste e Pilade, fuggiaschi dopo il matricidio. Attraverso l’anagnorisis (il riconoscimento), i fratelli fuggono, disvelando il tema del “doppio” caro a Euripide: se Ifigenia è viva, la vendetta di Clitemnestra perde la sua ragione etica.

Il dramma di Ifigenia riflette lo scontro tra culti: la Grande Madre (Clitemnestra) che sacrifica il re, contro il nuovo ordine patriarcale di Apollo e Atena. In questo mondo d’uomini, Ifigenia resta la “cerva espiatoria” sgozzata per le colpe di Elena: una vittima innocente il cui grido viene «inchiodato col bavaglio» per non disturbare la marcia verso la guerra.

La colpa è soltanto di una donna (Elena, l’adultera) e l’espiazione deve avvenire con una donna (Ifigenia, la vergine), mentre la vendetta (Clitemnestra, la madre) è vista solo come un efferato omicidio incomprensibile e frutto dell’adulterio. E’ la società arcaica, patriarcale e maschilista. 

Chantal Fantuzzi*

Chantal Fantuzzi: docente di greco, latino, lettere, storia e filosofia. Autrice di svariati saggi storici, collabora con Rai 3 e Rai Storia alla trasmissione “Passato Presente” di Paolo Mieli.

“Donne nel mito”, il videopodcast a cura di Chantal Fantuzzi – Puntata 1: Clitemnestra

Ep. 1 Clitemnestra, l’ultimo atto del matriarcato

A differenza di Elena, “donna del patriarcato” legata allo status dei suoi uomini, Clitemnestra incarna l’ultimo baluardo di una società matriarcale pre-omerica. La sua vicenda non è solo un dramma di sangue, ma lo scontro tra due modelli civili. Le radici del suo odio affondano nell’atroce genealogia degli Atridi: la faida cannibale tra Atreo e Tieste e l’incesto da cui nacque Egisto, l’amante complice che cerca vendetta per i fratelli trucidati.

L’assassinio di Agamennone è una doppia rivalsa: Egisto colpisce il figlio di colui che distrusse la sua famiglia; Clitemnestra vendica il sacrificio della figlia Ifigenia. Mentre l’etica eroica giustifica il re che antepone il potere alla paternità, la regina viene condannata. Clitemnestra prova a spezzare la catena della violenza invocando la pietà, ma le sue rimangono “parole di donna” inascoltate.

Il matricidio di Oreste segna il passaggio definitivo al diritto patriarcale. Nel processo all’Areopago, il conflitto è teologico: le Erinni, divinità ctonie protettrici del sangue materno, soccombono davanti ad Apollo e Atena. L’assoluzione di Oreste, decretata da una dea “nata senza madre”, sancisce il primato del padre e trasforma le antiche furie nelle mansuete Eumenidi.

Clitemnestra resta così vittima di un doppio standard: ad Agamennone sono concessi concubine e infanticidi in nome del kleos; a lei, che uccide per amore filiale e non per odio verso la prole (a differenza di Medea), spetta solo l’infamia eterna.

Chantal Fantuzzi*

Chantal Fantuzzi: docente di greco, latino, lettere, storia e filosofia. Autrice di svariati saggi storici, collabora con Rai 3 e Rai Storia alla trasmissione “Passato Presente” di Paolo Mieli.