Intervista a Francesco Fiorentino, di Gigi Agnano

Intervistiamo il professor Francesco Fiorentino, critico letterario e scrittore, uno dei direttori di «Quai Voltaire», la nuova collana di classici francesi con testo a fronte nata dalla collaborazione tra il Seminario di Filologia francese e l’editore Les Flâneurs. Tra i curatori e traduttori dei volumi già usciti figurano Ivanna Rosi, Pietro De Marco, Silvia Lorusso e Teresa Lussone.

Professore, come nasce questa nuova collana, «Quai Voltaire»? Qual è il criterio che unisce i titoli che avete scelto di pubblicare?

L’editoria italiana attraversa un momento difficile dopo il boom di lettori all’epoca del Covid. E chi ne sta facendo le spese sono soprattutto i classici. Per chi come me ha conosciuto per età la straordinaria BUR grigia del dopoguerra è un colpo al cuore. Il Seminario di Filologia francese, che raccoglie numerosi professori universitari di letteratura e lingua francese, e l’editore Les Flâneurs hanno dunque pensato a una collana prevalentemente di testi brevi dedicata a classici francesi conosciuti ma anche misconosciuti. Questi volumetti, in un elegante formato, potranno essere utilizzati nei corsi di letteratura, ma soprattutto costituire per i lettori curiosi straordinarie sorprese.

La scelta del testo a fronte non è mai neutra: è un ponte verso l’originale ma anche una sfida per il traduttore. A quale tipo di lettore vi state rivolgendo?

Come dicevo, destinatari saranno lettori sofisticati che amano scoprire tesori nascosti. Il testo a fronte è una sfida per il traduttore non solo col testo da tradurre ma anche con i suoi lettori che possono valutare la bontà delle scelte compiute. Insomma, la lettura diventa una doppia sfida, con l’autore e il traduttore… Una sfida divertente e proficua.

Il primo volume è Regina di Lamartine. Lamartine è uno dei grandi autori del Romanticismo, eppure Regina è rimasto un testo marginale e confinato nell’ombra rispetto a opere più celebri come Graziella o Raphaël. Come si spiega questo lungo oblio editoriale e cosa rende importante la riscoperta di questo testo?

Regina inaugura la collana anche perché rappresenta una sfida che ne sintetizza il senso e gli scopi. Lamartine è un grande autore d’epoca romantica da una cinquantina d’anni trascurato in ragione di un’immagine falsa di lui, come autore sentimentale. Regina, racconto sconosciuto anche in Francia, ne mostra un altro volto, più autentico.

Il secondo volume è La Femme auteur di Mme de Genlis. Nel romanzo viene raccontata la vicenda di Natalie, che decide di intraprendere la carriera di scrittrice malgrado questa possa rivelarsi un ostacolo alla felicità amorosa. Che cosa ci racconta oggi questa vicenda?

La Femme auteur è un testo importante nella storia dell’emancipazione femminile, oltre che un bellissimo racconto. Si trova all’intersezione tra la concezione rousseauiana che chiude la donna nelle funzioni domestiche e le istanze femministe che si sono sviluppate a partire dalla fine del Settecento. I lettori e soprattutto le lettrici saranno colpiti dalla sua scoperta.

Può darci qualche anticipazione sui prossimi titoli che andranno ad arricchire questa collana?

Ci sono stati proposti due bei titoli novecenteschi. Da una parte La pace tra gli animali, un testo poco conosciuto di Colette, che degli animali sa cogliere i caratteri, gli umori, le passioni; dall’altra il più bel racconto di Drieu la Rochelle, Fuoco fatuo, da cui è stato tratto l’indimenticabile film di Louis Malle.

https://www.lesflaneursedizioni.it/catalogo/?_sft_product_cat=quai-voltaire

Gigi Agnano*

Gigi Agnano: napoletano, classe ’60, è l’ideatore e uno dei fondatori de “Il Randagio – Rivista letteraria“, nato il 15 ottobre 2023, anniversario della nascita di Italo Calvino.