Diego e Margherita intervistano il Signor Passero, di Cinzia Milite

Ciao bambini e bambine!

Ci chiamiamo Diego e Margherita e siamo dei super amanti degli animali. Un pomeriggio, mentre curiosavamo tra gli scaffali della biblioteca in cerca di libri sulla fauna terrestre è successa una cosa pazzesca: un tipo piuttosto bizzarro sentendoci esprimere il desiderio di fare quattro chiacchiere con gli animali, si è presentato dicendo:

Diego e Margherita

“Sono il professor Cosmo Mundis e posso aiutarvi: di recente ho inventato il “Versoconver”. Si tratta di un computer in grado di convertire i versi degli animali in parole comprensibili dagli umani. Basta scegliere con quale animale parlare cliccando nel database. Al cospetto dell’animale scelto occorre accendere il microfono ed è fatta: i versi di qualunque animale non saranno più un mistero!“

Prof. Cosmo Mundis

Ci ha spiegato poi, che gli animali comprendono le parole degli umani da sempre. Il professor Mundis ci sembrava un tipo con qualche rotella fuori posto, ma alla fine abbiamo voluto sperimentare quell’incredibile invenzione e…non ci crederete: funziona!

Vi raccontiamo l’intervista al Signor Passero!

Prrr… cip cip cip!

Margherita: Diego, hai sentito?

Diego: Certo! Ma non capisco da dove venga tutto questo baccano.

Margherita: Guarda lassù! C’è un uccellino sul ramo.

Diego: È piccolissimo! Eppure sembra avere un sacco di cose da raccontare.

Margherita: Accendiamo il Versoconver e proviamo a chiederglielo!

Bip! Bip! Biiiip!

Signor Passero: Ehm… buongiorno! Si può sapere che cos’è questo aggeggio? Spero non sia una trappola per passeri!

Diego: No, no! Stia tranquillo. Siamo Diego e Margherita, amici del professor Cosmo Mundis. Facciamo interviste agli animali per la nostra rubrica sulla rivista letteraria Il Randagio.

Signor Passero: Ah, ecco! Allora siete voi quei due bambini che fanno domande a tutti gli animali che incontrano!

Margherita: Proprio noi! Lei è il Signor Passero?

Signor Passero: In carne, piume e becco!

Diego: Allora possiamo farle qualche domanda?

Signor Passero: Volentieri! Ma spero che abbiate portato qualcosa da sgranocchiare. Le interviste mettono appetito!

Margherita: Mi sa che abbiamo trovato un intervistato piuttosto affamato!

Diego: Cominciamo subito. Prima domanda: perché voi passeri siete sempre così indaffarati? Vi vediamo saltellare, becchettare, volare da una parte all’altra…

Signor Passero: Perché la vita di un passero è piena di impegni! Dobbiamo cercare il cibo, trovare un posto sicuro dove riposare, prenderci cura dei piccoli e stare attenti ai pericoli. E poi, naturalmente, dobbiamo tenerci aggiornati sulle ultime notizie del quartiere!

Margherita: Notizie del quartiere?

Signor Passero: Ma certo! Sapete quante cose si scoprono osservando il mondo dall’alto? Chi ha lasciato qualche briciola sul balcone, dove è spuntato un nuovo cespuglio, su quale albero è più comodo per riposare… Noi passeri siamo dei veri osservatori!

Diego: Allora siete un po’ come dei giornalisti con le ali!

Signor Passero: Esattamente! Solo che noi non abbiamo bisogno di una redazione. Ci basta un tetto, un ramo e qualche amico fidato.

Margherita: A proposito di amici, abbiamo notato che spesso vi muovete in gruppo. Non vi piace stare da soli?

Signor Passero: Diciamo che stare insieme ci aiuta. In gruppo possiamo accorgerci più facilmente dei pericoli e, quando arriva il momento di cercare un posto dove mangiare o riposare, avere compagnia è una bella cosa.

Diego: Quindi anche voi passeri avete bisogno degli amici!

Signor Passero: Eccome! Ma attenzione: stare insieme non significa fare sempre tutto allo stesso modo. Ognuno di noi ha il suo carattere. C’è chi è coraggioso, chi è prudente, chi parla molto…

Margherita: E lei a quale categoria appartiene?

Signor Passero: Io? Sono un passero estremamente riservato.

Diego: Ah sì? E allora perché non smette di parlare?

Signor Passero: Perché oggi sono in vena di confidenze!

Margherita: Ahahah! Questa è bella.

Diego: Ma ci dica, Signor Passero, è vero che i passeri comunicano tra loro con il cinguettio?

Signor Passero: Certamente! I nostri richiami ci aiutano a comunicare. Possono servire a segnalare un pericolo, a mantenere i contatti con gli altri o a richiamare l’attenzione. E poi ci sono i nostri piccoli, che quando hanno fame sanno farsi sentire benissimo!

Margherita: Quindi i vostri genitori non possono proprio fingere di non sentirvi!

Signor Passero: Neanche per sogno! Quando i piccoli sono nel nido, chiedono il cibo con insistenza. E i genitori fanno avanti e indietro per nutrirli. Una gran fatica, ve lo assicuro!

Diego: Proprio come quando i bambini chiedono la merenda ogni cinque minuti?

Signor Passero: Esattamente! Ma non ditelo troppo forte, altrimenti i piccoli si montano la testa.

Margherita: E dove costruite i vostri nidi? Sui rami degli alberi?

Signor Passero: Anche, ma non soltanto! A seconda della specie e dell’ambiente, possiamo scegliere cavità negli alberi, siepi, fessure nei muri o piccoli spazi sotto i tetti. A noi passeri piace adattarci ai luoghi in cui viviamo.

Diego: Quindi potremmo avere un vicino di casa con le piume senza neanche saperlo!

Signor Passero: Proprio così! Però non provate a cercarmi infilando il naso sotto ogni tegola. La privacy è importante anche per noi!

Margherita: Non si preoccupi, rispetteremo la sua privacy. E adesso, Signor Passero, abbiamo una sorpresa per lei.

Signor Passero: Una sorpresa? 

Diego: Sì! Abbiamo un libro da consigliarle.

Signor Passero: Un libro? Adoro i libri! 

Margherita: Si intitola Un passero per capello, scritto e illustrato da Monika Filipina (CameloZampa).

Signor Passero: Un passero per capello? Ma come sarebbe? Un passero sulla testa? E perché mai dovrebbe mettersi proprio lì?

Diego: Aspetti, aspetti! Non è una storia che parla di lei, anche se il titolo potrebbe farlo pensare. La protagonista si chiama Sofia ed è una bambina intelligente che trascorre molto tempo da sola, in compagnia della sua musica e del suo gatto.

Margherita: Una mattina, però, viene svegliata da un cinguettio fortissimo. Si guarda allo specchio e scopre di avere un intero stormo di uccellini tra i capelli!

Signor Passero: Uno stormo? Tra i capelli? Ma come fanno a starci tutti? E soprattutto, chi ha avuto il permesso di trasferirsi senza chiedere nulla alla proprietaria?

Diego: Questo non glielo sappiamo dire! Ma possiamo raccontarle che quegli uccellini fanno così tanto rumore da impedire a Sofia persino di ascoltare i propri pensieri.

Signor Passero: Oh, poverina! Noi passeri sappiamo essere chiacchieroni, ma non vorremmo certo impedire a qualcuno di pensare!

Margherita: È proprio questo il bello del libro. Gli uccellini diventano una specie di immagine dei pensieri che a volte ci affollano la testa, delle preoccupazioni che non riusciamo a raccontare e di quei momenti in cui ci sentiamo soli o un po’ diversi dagli altri.

Diego: Sofia non riesce a liberarsene da sola. Poi incontra una nuova amica che ha un problema simile al suo. Grazie alla loro amicizia, le due bambine cominciano a sentirsi meno sole e ritrovano piano piano la serenità.

Signor Passero: Dunque, per far volare via quegli uccellini non servono scope, cappelli o retini?

Margherita: No! A volte serve qualcuno che ci ascolti, che ci capisca e con cui possiamo condividere quello che proviamo.

Signor Passero: Questa sì che è una bella scoperta! E pensare che noi passeri crediamo di essere esperti di cinguettii. Ma qui mi pare che gli umani abbiano molto da insegnarci sui loro rumori interiori.

Diego: Il libro è anche molto divertente e le illustrazioni sono coloratissime, espressive e buffissime. Ci sono tanti piccoli dettagli da osservare e viene voglia di sfogliare le pagine ancora e ancora.

Margherita: Inoltre, esiste anche una versione ad alta leggibilità, con il font EasyReading, pensata per rendere la lettura più accessibile. È una bella cosa, perché ogni bambino dovrebbe poter trovare il modo di godersi una storia.

Signor Passero: Mi sembra proprio un libro adatto a tutti gli uccellini… ehm, volevo dire, a tutti i bambini!

Diego: Noi lo consigliamo a chi ama gli animali, ma soprattutto a chi qualche volta si sente solo, timido o incompreso.

Margherita: E anche a chi ha un amico che parla poco o sembra avere la testa piena di pensieri. Perché non sempre sappiamo cosa succede dentro gli altri, ma possiamo provare ad avvicinarci con gentilezza.

Signor Passero: Sapete una cosa? Mi avete fatto venire voglia di leggere questo libro. Credo che potrei imparare qualcosa di importante anch’io.

Diego: Allora glielo lasciamo volentieri!

Signor Passero: Grazie, ragazzi! Lo leggerò nel mio posto preferito, sul ramo più alto del vecchio tiglio. Da lassù posso osservare il quartiere, ma prometto di non interrompere la lettura per ogni piccola notizia!

Margherita: E adesso dobbiamo lasciarla andare. Grazie per questa chiacchierata, Signor Passero!

Signor Passero: Grazie a voi! E ricordate: se sentite un cip cip sul davanzale, potrebbe essere un saluto… oppure un invito a fare quattro chiacchiere!

Cip cip cip! Frùùùsh!

Cinzia Milite*

*Nata in provincia di Milano, vive nel comasco. Ha vinto diversi premi letterari tra i quali il “Premio Montessori”. Il suo ultimo lavoro è “Il falconiere del conte”: https://heybook.it/catalogo/84-il-falconiere-del-conte.html.

Sito web: www.cinziamilite.com;

Canale Youtube “Cinzia Milite Scrittrice”https://www.youtube.com/channel/UCW3Yoroc713XdqnPuUU8UvA

Diego e Margherita intervistano il Signor Riccio, di Cinzia Milite

Ciao bambini e bambine!

Ci chiamiamo Diego e Margherita e siamo dei super amanti degli animali. Un pomeriggio, mentre curiosavamo tra gli scaffali della biblioteca in cerca di libri sulla fauna terrestre è successa una cosa pazzesca: un tipo piuttosto bizzarro sentendoci esprimere il desiderio di fare quattro chiacchiere con gli animali, si è presentato dicendo:

Diego e Margherita

“Sono il professor Cosmo Mundis e posso aiutarvi: di recente ho inventato il “Versoconver”. Si tratta di un computer in grado di convertire i versi degli animali in parole comprensibili dagli umani. Basta scegliere con quale animale parlare cliccando nel database. Al cospetto dell’animale scelto occorre accendere il microfono ed è fatta: i versi di qualunque animale non saranno più un mistero!“

Prof. Cosmo Mundis

Ci ha spiegato poi, che gli animali comprendono le parole degli umani da sempre. Il professor Mundis ci sembrava un tipo con qualche rotella fuori posto, ma alla fine abbiamo voluto sperimentare quell’incredibile invenzione e…non ci crederete: funziona!

Vi raccontiamo l’intervista al Signor Riccio!

Frusssss…

Margherita: Diego, hai visto?

Diego: Certo che ho visto! C’è qualcosa lì sotto le foglie secche!

Margherita: Secondo me è un animale.

Diego: Lo credo anch’io… accendiamo il Versoconver!

Margherita: Guarda le foglie si muovono ancora… ed è spuntato un piccolo musetto.

Signor Riccio: Ehm… buongiorno. Posso sapere perché mi state puntando addosso quella strana macchina?

Diego: Salve, Signor Riccio, siamo Diego e Margherita. Siamo amici del professor Mundis e facciamo interviste agli animali per la nostra rubrica.

Signor Riccio: Ah, la famosa rubrica della rivista letteraria Il Randagio! Ne ho sentito parlare da una gazza molto curiosa che passa spesso da queste parti.

Margherita: Allora possiamo farle qualche domanda?

Signor Riccio: Certamente. Ma fate piano, per favore, noi ricci siamo animali piuttosto tranquilli.

Diego: Prima domanda: perché siete pieni di aculei? Non vi danno fastidio?

Signor Riccio: I nostri aculei sono la nostra migliore difesa. Quando ci sentiamo in pericolo ci rannicchiamo e trasformiamo il nostro piccolo corpo in una piccola fortezza.

Margherita: Quindi è per questo che vi arrotolate a pallina?

Signor Riccio: Esattamente! Quando siamo spaventatiabbassiamo la testa, chiudiamo zampe e musetto e cirannicchiamo. Gli aculei diventano una specie di scudo e molti predatori ci pensano due volte prima di avvicinarsi.

Diego: Però non sembrano molto morbidi…

Signor Riccio: Infatti non sono cuscini! Ma non sono neanche così terribili come sembrano. E poi, quando siamotranquilli, possiamo camminare senza tenere gli aculei tutti sollevati.

Margherita: E come fate a trovare il cibo? Avete un naso piccolissimo!

Signor Riccio: Piccolo sì, ma molto importante! Noi ricci abbiamo un olfatto molto sviluppato e usiamo soprattutto il naso per esplorare il mondo. Cerchiamo insetti, larve, lombrichi e altri piccoli animaletti.

Diego: Quindi siete dei grandi esploratori!

Signor Riccio: Eccome! La sera e durante la notte usciamo dalla nostra tana e cominciamo a curiosare. Annusiamo, ascoltiamo e camminiamo… spesso senza farci notare.

Margherita: E quanto camminate?

Signor Riccio: Abbastanza! Possiamo percorrere parecchi chilometri durante la notte. Siamo piccoli, ma abbiamo delle zampette instancabili.

Diego: Wow! Quindi non bisogna mai fidarsi delle dimensioni.

Signor Riccio: Proprio così: essere piccoli non significa essere poco importanti.

Margherita: Questa frase ci piace tantissimo.

Diego: A proposito di essere piccoli… noi abbiamo qualcosa per lei.

Signor Riccio: Per me?

Margherita: Sì! Un libro.

Signor Riccio: Oh, già, mi aveva avvisato la gazza, me ne ero quasi dimenticato. Sapete che noi ricci siamo grandi amanti delle storie?

Diego: Non lo sapevamo!

Signor Riccio: Naturalmente. Soprattutto quelle che raccontano di animali piccoli che combinano grandi cose.

Margherita: Allora abbiamo trovato proprio il libro giusto per lei. Si intitola “25 grammi di felicità. Come un piccolo riccio può cambiare la vita”, scritto da Massimo Vacchetta e Antonella Tomaselli.

Diego: È una storia vera e comincia con un riccetto piccolissimo. Talmente piccolo da pesare soltanto 25 grammi.

Signor Riccio: Venticinque grammi? Ma è davvero pochissimo!

Margherita: Sì. Il riccetto si chiama Ninna ed è una femmina. È ancora molto fragile e ha bisogno di essere aiutata.

Diego: A prendersi cura di lei è Massimo, un veterinario. All’inizio pensa che si occuperà di quel piccolo riccio soltanto per un po’.

Margherita: Ma Ninna piano piano entra nella sua vita e la cambia completamente.

Signor Riccio: In che modo?

Diego: Ninna è curiosa, vivace e anche un po’ combinaguai. Per esempio, si diverte a rovesciare con il naso la ciotola dell’acqua.

Signor Riccio: Ah! Questa cosa mi sembra molto interessante…

Margherita: E poi è affettuosa. Quando Massimo torna dopo essere stato lontano, lei lo accoglie con entusiasmo.

Diego: Ma la cosa più importante è che Ninna gli fa scoprire qualcosa che aveva dimenticato: quanto può essere importante prendersi cura di qualcuno.

Margherita: Massimo capisce che quei piccoli animali, così fragili e spesso invisibili, hanno tantissimo da insegnare.

Diego: E così decide di dedicarsi sempre di più ai ricci in difficoltà, fino a creare un centro per aiutarli.

Signor Riccio: Quindi un riccio di appena 25 grammi è riuscito a cambiare la vita di una persona?

Margherita: Esatto!

Signor Riccio: Mi sembra una cosa meravigliosa.

Diego: Anche a noi. Perché il libro ci ha fatto capire che non bisogna essere grandi per lasciare un segno.

Margherita: E ci ha fatto pensare a quanto sia importante proteggere gli animali selvatici. A volte li vediamo soltanto per pochi secondi, magari attraversare un giardino o una strada, e pensiamo che siano piccoli e indifesi.

Diego: Ma hanno una vita tutta loro, hanno bisogno del loro ambiente e possono avere bisogno del nostro aiuto.

Signor Riccio: Sono molto contento che abbiate scelto proprio questo libro.

Margherita: Noi lo consigliamo a tutti i bambini che amano gli animali e a chi pensa che anche una creatura piccolissima possa fare una grande differenza.

Diego: È una storia tenera, ma anche piena di emozioni, esoprattutto insegna che prendersi cura di qualcuno può cambiare anche noi.

Signor Riccio: Allora prometto che lo leggerò. Anche se…

Margherita: Anche se cosa?

Signor Riccio: Dovrete trovarmi un posto tranquillo dove leggerlo. Io sono un lettore notturno.

Diego: Perfetto! Possiamo sistemare il libro vicino alla sua tana.

Signor Riccio: Affare fatto.

Margherita: E magari ci racconterà cosa ne pensa.

Signor Riccio: Volentieri. Ma adesso avrei una domanda per voi.

Diego: Sentiamo!

Signor Riccio: Se mi vedete attraversare una strada, cosa fate?

Margherita: Aspettiamo che passi in sicurezza?

Signor Riccio: Bravissima, e soprattutto non cercate di prendermi o portarmi a casa. Noi ricci siamo animali selvatici e dobbiamo vivere liberi. Se trovate un riccio in difficoltà, invece, chiedete aiuto a chi se ne occupa.

Diego: Promesso!

Margherita: E adesso dobbiamo lasciarla andare.

Frusssss…

Diego: Margherita?

Margherita: Sì?

Diego: È già sparito.

Margherita: No, Diego. È semplicemente diventato invisibile tra le foglie.

Diego: Hai ragione, alcuni amici non hanno bisogno di stare sempre davanti agli occhi per lasciarti qualcosa nel cuore.

Cinzia Milite*

*Nata in provincia di Milano, vive nel comasco. Ha vinto diversi premi letterari tra i quali il “Premio Montessori”. Il suo ultimo lavoro è “Il falconiere del conte”: https://heybook.it/catalogo/84-il-falconiere-del-conte.html.

Sito web: www.cinziamilite.com;

Canale Youtube “Cinzia Milite Scrittrice”https://www.youtube.com/channel/UCW3Yoroc713XdqnPuUU8UvA

Diego e Margherita intervistano la Signora Talpa, di Cinzia Milite

Ciao bambini e bambine!

Ci chiamiamo Diego e Margherita e siamo dei super amanti degli animali. Un pomeriggio, mentre curiosavamo tra gli scaffali della biblioteca in cerca di libri sulla fauna terrestre è successa una cosa pazzesca: un tipo piuttosto bizzarro sentendoci esprimere il desiderio di fare quattro chiacchiere con gli animali, si è presentato dicendo:

Diego e Margherita

“Sono il professor Cosmo Mundis e posso aiutarvi: di recente ho inventato il “Versoconver”. Si tratta di un computer in grado di convertire i versi degli animali in parole comprensibili dagli umani. Basta scegliere con quale animale parlare cliccando nel database. Al cospetto dell’animale scelto occorre accendere il microfono ed è fatta: i versi di qualunque animale non saranno più un mistero!“

Prof. Cosmo Mundis

Ci ha spiegato poi, che gli animali comprendono le parole degli umani da sempre. Il professor Mundis ci sembrava un tipo con qualche rotella fuori posto, ma alla fine abbiamo voluto sperimentare quell’incredibile invenzione e…non ci crederete: funziona!

Vi raccontiamo l’intervista alla Signora Talpa!

Diego: Margherita, vieni a vedere! Sul prato ci sono tanti mucchietti di terra.

Margherita: Chissà chi li avrà fatti…

Diego: Secondo me è il lavoro di una talpa!

Margherita: Allora non perdiamo tempo. Accendi il Versoconver!

Diego: Fatto! Vediamo se riusciamo a metterci in contatto con la proprietaria di queste gallerie…

Signora Talpa: Pronto? Chi disturba una talpa nel bel mezzo dei lavori?

Diego: Ci chiamiamo Diego e Margherita. Siamo amici del professor Mundis e vorremmo farle qualche domanda.

Signora Talpa: Ah, quel simpatico inventore! Ogni tanto lo sento camminare sopra le mie gallerie. Se promettete di non saltare sul soffitto del mio tunnel, sono tutta… orecchie!

Diego: Promesso! La prima domanda è quasi obbligatoria. È vero che le talpe sono cieche?

Signora Talpa: Ah, questa storia gira da secoli! No, non siamo cieche. I nostri occhi sono piccoli, questo sì, ma riusciamo a vedere e soprattutto a percepire la luce.

Margherita: Davvero? E a cosa vi serve la luce se vivete sottoterra?

Signora Talpa: Ci aiuta a capire se una galleria si è aperta verso l’esterno. Se vedo filtrare un po’ di luce, so che è il momento di rimettermi al lavoro.

Diego: A proposito di lavoro… scavare tutto il giorno dev’essere una faticaccia!

Signora Talpa: È una palestra naturale! Le mie zampe anteriori sono fortissime. Posso spingere un peso fino a quaranta volte il mio.

Margherita: Quaranta volte?

Signora Talpa: Certo. Se dovessi traslocare, non avrei bisogno di chiedere aiuto a nessuno!

Diego: Io invece sì… già faccio fatica con lo zaino di scuola.

Signora Talpa: Ecco perché dovresti mangiare più lombr… ehm… forse è meglio lasciar perdere!

Margherita: Un’altra curiosità. Come fate a correre avanti e indietro nei tunnel senza restare impigliate?

Signora Talpa: È merito del mio mantello. Il pelo delle talpe non cresce tutto nello stesso verso come quello di molti altri mammiferi. Così posso avanzare o fare retromarcia senza che il pelo si pieghi o mi rallenti.

Diego: Quindi avete il “pelo a doppio senso”!

Signora Talpa: Ah ah! Non ci avevo mai pensato, ma mi piace questa definizione.

Diego: Signora Talpa, prima di salutarci vorremmo consigliarle un libro.

Signora Talpa: Adoro le storie. Qual è il titolo?

Margherita: “Il punto di domanda delle talpe”, scritto da Elena Rizzo Licori e illustrato da Francesca Pesci (Didattica Attiva, 2025)

Signora Talpa: Mi piace già quel punto di domanda.

Diego: La protagonista si chiama Cleo. È una giovane talpa curiosissima che vive felice nel suo Mondo Scuro, tra gallerie, radici, rifugi e i racconti del nonno Nino.

Margherita: Un giorno, però, decide di salire nel Mondo Chiaro. Si aspetta prati verdi, rugiada e il profumo della terra bagnata… ma trova un paesaggio molto diverso: terreno secco, crepe, piante assetate e corsi d’acqua quasi scomparsi.

Signora Talpa: Allora anche lei si accorge che qualcosa non va.

Diego: Esatto. E invece di fare finta di niente, comincia a fare domande. Tante domande.

Margherita: Domande semplici, ma importantissime: perché succede tutto questo? Cosa sta cambiando? Possiamo fare qualcosa?

Signora Talpa: Sono proprio le domande che fanno nascere le risposte.

Diego: Questo albo racconta ai bambini il cambiamento climatico con delicatezza e speranza. Non vuole spaventare, ma insegnare a osservare la natura, a capire quello che ci sta dicendo e a prendercene cura.

Margherita: Ci è piaciuta anche un’altra cosa: in questa storia è proprio una talpa, che molti pensano sia cieca, ad accorgersi per prima di un problema che qualche volta noi esseri umani facciamo finta di non vedere.

Signora Talpa: Forse perché guardare non basta. Bisogna anche osservare.

Margherita: E avere il coraggio di continuare a farsi domande.

Diego: Proprio come fa Cleo.

Signora Talpa: Allora questo libro lo consiglio anch’io ai miei vicini di casa. Perché il futuro della Terra non è scritto una volta per tutte: dipende anche dalle scelte che facciamo ogni giorno.

Margherita: Grazie per averci ricordato che anche sotto i nostri piedi c’è un mondo straordinario.

Signora Talpa: Tornate a trovarmi quando volete…e salutatemi il professor Mundis!

Cinzia Milite*

*Nata in provincia di Milano, vive nel comasco. Ha vinto diversi premi letterari tra i quali il “Premio Montessori”. Il suo ultimo lavoro è “Il falconiere del conte”: https://heybook.it/catalogo/84-il-falconiere-del-conte.html.

Sito web: www.cinziamilite.com;

Canale Youtube “Cinzia Milite Scrittrice”https://www.youtube.com/channel/UCW3Yoroc713XdqnPuUU8UvA

Diego e Margherita intervistano la Signora Lucertola, di Cinzia Milite

Ciao bambini e bambine!

Ci chiamiamo Diego e Margherita e siamo dei super amanti degli animali. Un pomeriggio, mentre curiosavamo tra gli scaffali della biblioteca in cerca di libri sulla fauna terrestre è successa una cosa pazzesca: un tipo piuttosto bizzarro sentendoci esprimere il desiderio di fare quattro chiacchiere con gli animali, si è presentato dicendo:

Diego e Margherita

“Sono il professor Cosmo Mundis e posso aiutarvi: di recente ho inventato il “Versoconver”. Si tratta di un computer in grado di convertire i versi degli animali in parole comprensibili dagli umani. Basta scegliere con quale animale parlare cliccando nel database. Al cospetto dell’animale scelto occorre accendere il microfono ed è fatta: i versi di qualunque animale non saranno più un mistero!“

Prof. Cosmo Mundis

Ci ha spiegato poi, che gli animali comprendono le parole degli umani da sempre. Il professor Mundis ci sembrava un tipo con qualche rotella fuori posto, ma alla fine abbiamo voluto sperimentare quell’incredibile invenzione e…non ci crederete: funziona!

Vi raccontiamo l’intervista alla Signora Lucertola!

Margherita: Diego, fermo.

Diego: Cosa c’è?

Margherita: Non fare movimenti bruschi.

Diego: Perché? C’è un pericolo?

Margherita: No. C’è una lucertola sul muretto.

Diego: Ah, allora che ne dici di intervistarla?

Margherita: Va bene!

Diego: Buongiorno signora Lucertola, non si spaventi non vogliamo catturarla, siamo amici del professor Mundis e vorremmo intervistarla.

Signora Lucerola: Ah menomale, avete fatto bene ad avvisarmi, per noi lucertole, è questione di vita o di coda.

Diego: Di vita o di coda?

Margherita: Credo che la Signora Lucertola voglia dire qualcosa di molto preciso.

Signora Lucertola: Precisissimo. Se un predatore mi afferra, io posso lasciare la coda e scappare.

Diego: Lasciare la coda? Così, come se fosse un ombrello dimenticato in autobus?

Signora Lucertola: Più o meno. Solo che l’ombrello non ricresce.

Margherita: Invece la coda delle lucertole può ricrescere, vero?

Signora Lucertola: Sì, anche se ci vuole tempo. E non torna proprio identica a prima. Di solito è più corta, un po’ diversa. Ma serve. E soprattutto, mi permette di salvarmi.

Diego: Devo ammetterlo: è un trucco incredibile.

Signora Lucertola: Non è un trucco. È sopravvivenza.

Margherita: Signora Lucertola, è vero che voi lucertole amate stare al sole?

Signora Lucertola: Amare è una parola semplice per una faccenda seria. Il sole ci aiuta a scaldarci. Noi non produciamo calore come fate voi mammiferi.

Diego: Quindi quando la vediamo ferma su un sasso non sta perdendo tempo?

Signora Lucertola: Sto lavorando al mio equilibrio termico, se proprio volete saperlo.

Diego: Signora Lucertola, ma lei vive sempre qui sul muretto?

Signora Lucertola: Vivo dove trovo sole, riparo e insetti.

Diego: Insetti?

Signora Lucertola: Certo. Molte lucertole sono predatrici di piccoli insetti. Moscerini, larve, formiche, ragnetti. Piccole cose per voi, pranzi dignitosi per me.

Margherita: Quindi aiutate anche a mantenere un equilibrio.

Signora Lucertola: Ogni creatura, se osservata bene, ha un posto nel grande disegno. Anche quelle che sembrano insignificanti.

Margherita: Grazie delle risposte. Come sempre, alla fine della nostra intervista, vorremmo consigliarle un libro.

Diego: Un libro che, secondo noi, potrebbe piacerle molto…

Margherita: Si intitola “La lucertola e il sasso”.

Signora Lucertola: Un titolo sobrio. Mi piace già.

Diego: È un albo illustrato scritto da Giovanna Zoboli e illustrato da Massimo Caccia, pubblicato da Topipittori nel 2017.

Signora Lucertola: Topipittori. Nome promettente. I topi, quando non rosicchiano, hanno buon gusto.

Margherita: È un libro delicato. Poetico. Racconta il legame tra una lucertola e un sasso.

Signora Lucertola: Finalmente qualcuno che prende sul serio le nostre relazioni con i sassi.

Diego: Quindi è vero che vi piacciono così tanto?

Signora Lucertola: I sassi non fanno domande inutili, non corrono, non gridano. E quando c’è il sole diventano caldi. Per una lucertola, un sasso al sole è quasi una promessa mantenuta.

Margherita: Nel libro si dice proprio questo: il sasso tace, e la lucertola ama il silenzio.

Diego: E quando c’è il sole, il sasso è caldo. E alla lucertola piace il sole.

Signora Lucertola: Vedo che gli autori hanno osservato bene. È raro, sapete? Molti guardano la natura come si guarda una vetrina: passano davanti e pensano di aver visto tutto.

Margherita: Invece questo albo invita a fermarsi. A guardare con attenzione.

Diego: La lucertola e il sasso sembrano diversi: uno è fermo, l’altra rapidissima.

Signora Lucertola: Diversi, sì. Ma non per questo lontani.

Margherita: Nel libro si compensano. Il sasso è immobile, la lucertola scatta via in un lampo. Il sasso arriva da un luogo lontanissimo, la lucertola da un tempo lontanissimo.

Signora Lucertola: Questo è molto bello. Anche noi lucertole portiamo addosso una memoria antica. Non lo diciamo spesso, per modestia.

Diego: O per prudenza.

Signora Lucertola: Anche.

Margherita: Le parole sono poche, ma scelte bene. Sembrano muoversi piano, come una piccola danza.

Diego: Una danza muta.

Signora Lucertola: Le danze migliori non hanno sempre bisogno di musica.

Margherita: Anche le immagini sono essenziali, morbide, molto raffinate. I colori cambiano, seguono le stagioni, gli stati d’animo, il legame fra i due protagonisti.

Diego: È un libro che parla di amicizia.

Margherita: Ma anche di affinità. Di quelle cose che ci fanno stare bene senza che dobbiamo spiegarle troppo.

Signora Lucertola: Come un muretto tiepido, una crepa sicura, un filo d’erba che fa ombra nel punto giusto.

Margherita: È un albo adatto anche ai bambini piccoli, dai tre anni. Perché ha figure grandi, un testo breve, musicale, e riesce a dire molto con poco.

Diego: Che è una cosa difficilissima.

Signora Lucertola: Certo. Dire molto con poco è arte da lucertole. Noi facciamo un movimento della testa e comunichiamo un intero trattato.

Margherita: Il libro, secondo me, insegna anche a guardare dentro di noi ci aiuta a capire cosa ci attira, cosa ci calma, cosa ci somiglia. Cosa ci fa sentire al posto giusto.

Signora Lucertola: Allora è un libro importante. Non solo per le lucertole.

Diego: Lo consigliamo a chi corre troppo, a chi parla sempre, a chi pensa che i sassi siano solo sassi e che le lucertole siano solo lucertole.

Margherita: Un albo equilibrato, poetico, soave.

Signora Lucertola: Soave è una bella parola. Scalda quasi quanto un sasso al sole.

Margherita: Prima di salutarci, vuole lasciare un messaggio ai lettori del Il Randagio?

Signora Lucertola: Sì. Quando vedete una lucertola, non inseguiteci. Non afferrateci. Non fateci diventare un gioco. Guardateci bene. Con calma. Magari vicino a un sasso.

Margherita: Grazie, Signora Lucertola.

Diego: E buona giornata sul suo sasso.

Signora Lucertola: Grazie a voi!

Cinzia Milite*

*Nata in provincia di Milano, vive nel comasco. Ha vinto diversi premi letterari tra i quali il “Premio Montessori”. Il suo ultimo lavoro è “Il falconiere del conte”: https://heybook.it/catalogo/84-il-falconiere-del-conte.html.

Sito web: www.cinziamilite.com;

Canale Youtube “Cinzia Milite Scrittrice”https://www.youtube.com/channel/UCW3Yoroc713XdqnPuUU8UvA

Diego e Margherita intervistano la Signora Merla, di Cinzia Milite

Ciao bambini e bambine!

Ci chiamiamo Diego e Margherita e siamo dei super amanti degli animali. Un pomeriggio, mentre curiosavamo tra gli scaffali della biblioteca in cerca di libri sulla fauna terrestre è successa una cosa pazzesca: un tipo piuttosto bizzarro sentendoci esprimere il desiderio di fare quattro chiacchiere con gli animali, si è presentato dicendo:

Diego e Margherita

“Sono il professor Cosmo Mundis e posso aiutarvi: di recente ho inventato il “Versoconver”. Si tratta di un computer in grado di convertire i versi degli animali in parole comprensibili dagli umani. Basta scegliere con quale animale parlare cliccando nel database. Al cospetto dell’animale scelto occorre accendere il microfono ed è fatta: i versi di qualunque animale non saranno più un mistero!“

Prof. Cosmo Mundis

Ci ha spiegato poi, che gli animali comprendono le parole degli umani da sempre. Il professor Mundis ci sembrava un tipo con qualche rotella fuori posto, ma alla fine abbiamo voluto sperimentare quell’incredibile invenzione e…non ci crederete: funziona!

Vi raccontiamo l’intervista alla Signora Merla!

Diego: Ciao Margherita, che splendida giornata di sole!

Margherita: Finalmente, Diego! Fino a oggi maggio è stato così piovoso che non siamo quasi mai riusciti a uscire. E stare sempre al chiuso, senza poter intervistare i nostri amici animali, è stato davvero noioso.

Diego: Hai proprio ragione. Ma oggi possiamo recuperare! Allora, chi intervistiamo?

Margherita: Io avrei un’idea: perché non facciamo qualche domanda a un merlo? In questo periodo se ne vedono tanti nei giardini e nei prati.

Diego: Ottima idea! Aspetta un momento… laggiù, vicino alla siepe, c’è un uccellino marrone. Però non sono sicuro che sia un merlo.

Signora Merla: State parlando di me, per caso? Vi ho sentiti benissimo, sapete? Noi merli abbiamo un ottimo udito. E se state cercando un merlo da intervistare… eccomi qua.

Margherita: Oh! Buongiorno! Allora lei è davvero un merlo?

Signora Merla: Più precisamente, sono una merla. “Merlo” è il nome generale, ma la femmina si chiama proprio così: merla.

Diego: Che sorpresa! Io pensavo che i merli fossero tutti neri. Ma lei ha le piume marroni.

Signora Merla: È normalissimo. Noi femmine siamo diverse dai maschi. Il nostro piumaggio è marrone, con il dorso più scuro e il petto più chiaro. La gola e il mento hanno piccole striature chiare, e anche il becco può avere colori diversi, dal bruno scuro al giallastro. Questo ci aiuta a mimetizzarci meglio nell’ambiente, soprattutto quando dobbiamo proteggere il nido.

Margherita: Che meraviglia! Non lo sapevamo affatto.

Diego: Grazie, Signora Merla. Abbiamo già imparato una cosa nuova.

Signora Merla: Sono contenta di esservi utile. Se volete, potete farmi altre domande.

Margherita: Volentieri! Io ne ho una che mi incuriosisce da tanto tempo. Perché si dice “i giorni della merla” quando si parla degli ultimi giorni più freddi di gennaio?

Signora Merla: Ah, questa è una storia molto famosa. Secondo una leggenda, un tempo i merli erano bianchi. Si racconta che, durante alcuni giorni di gennaio particolarmente gelidi, una merla e i suoi piccoli si rifugiarono dentro un camino per ripararsi dal freddo. Quando uscirono, erano tutti neri a causa della fuliggine. E da allora, secondo la leggenda, i merli sarebbero diventati neri.

Diego: Che storia buffa! Però c’è un piccolo problema…

Margherita: Già! Perché lei, che è una merla, è marroncina e non nera.

Signora Merla: Eh eh eh! Avete ragione anche voi. Ma in fondo si tratta di una leggenda, e le leggende mescolano sempre un po’ di realtà e un po’ di fantasia.

Diego: Allora possiamo dire che è una storia da ascoltare con curiosità… ma senza prenderla proprio alla lettera.

Signora Merla: Esattamente.

Margherita: Posso farle ancora un’ultima domanda? In questo periodo vi vediamo molto indaffarati. Come mai?

Signora Merla: Perché tra maggio e giugno, per noi merli, è tempo di nidi, uova e nuove nascite. Sono giorni molto impegnativi: bisogna sistemare il nido, proteggere i piccoli e andare in cerca di cibo.

Diego: Quindi è un periodo pieno di lavoro… ma anche di grande felicità.

Signora Merla: Proprio così. E adesso infatti dovrei tornare dai miei pulcini: mi staranno già aspettando con i becchi spalancati.

Margherita: Certo, Signora Merla. Grazie davvero per questa bella intervista.

Diego: Prima che vada, però, ci piacerebbe ricambiare la sua gentilezza consigliandole un libro a tema.

Signora Merla: Che pensiero carino! Vi ascolto molto volentieri.

Margherita: Il libro si intitola L’ibis di Palmira e il merlo ribelle. È scritto da Simone Dini Gandini, con le illustrazioni di David Pintor, ed è pubblicato da Notes Edizioni.

Diego: È una storia molto particolare, perché racconta un incontro insolito e sorprendente. Da una parte c’è un merlo considerato un po’ strano dagli altri, quasi un ribelle, perché parla con tutti e non ha paura di avvicinarsi a chi è diverso da lui.

Margherita: Dall’altra parte arriva un uccello misterioso, insolito, che sconvolge la tranquilla vita del bosco. E così cominciano domande, chiacchiere, pettegolezzi e anche un po’ di paura.

Diego: Nel racconto compaiono tanti personaggi curiosi: altri merli, un lombrico, due pesci, una tartaruga, un pappagallo e perfino un gruppo di pipistrelli molto paurosi.

Margherita: È una storia che sa essere leggera e ironica, ma che tocca anche temi importanti. Si ispira infatti a una vicenda reale, quella dell’ibis eremita avvistato vicino a Palmira, in Siria.

Diego: Il libro parla anche, con delicatezza, di cose difficili come la guerra, la perdita della propria casa e il bisogno di accogliere chi arriva da lontano.

Margherita: E poi ci sono le illustrazioni, molto particolari e suggestive, che accompagnano il racconto con uno stile originale e aiutano a mettere in risalto i momenti più intensi della storia.

Diego: Insomma, è un libro che invita ad ascoltare, a osservare meglio e a non giudicare troppo in fretta chi sembra diverso.

Signora Merla: Ma che bel consiglio! Un merlo ribelle e un ibis misterioso… direi proprio che è una lettura che merita di essere scoperta.

Margherita: Secondo noi sì. È una storia che fa riflettere, ma con leggerezza.

Diego: E in fondo ci ricorda una cosa molto importante: ogni creatura ha qualcosa da raccontare, basta fermarsi un momento ad ascoltarla.

Signora Merla: Allora vi ringrazio di cuore, cari ragazzi. Adesso però devo proprio volare dai miei piccoli.

Margherita: Buon ritorno al nido, Signora Merla!

Diego: E grazie ancora per averci aiutati a conoscere meglio il vostro mondo.

Margherita: Oggi abbiamo scoperto che dietro un semplice uccellino del giardino si nascondono tante meraviglie.

Diego: Basta osservare con attenzione, fare le domande giuste… e lasciare che la natura ci racconti le sue storie.

Cinzia Milite*

*Nata in provincia di Milano, vive nel comasco. Ha vinto diversi premi letterari tra i quali il “Premio Montessori”. Il suo ultimo lavoro è “Il falconiere del conte”: https://heybook.it/catalogo/84-il-falconiere-del-conte.html.

Sito web: www.cinziamilite.com;

Canale Youtube “Cinzia Milite Scrittrice”https://www.youtube.com/channel/UCW3Yoroc713XdqnPuUU8UvA