“Nessuno. Le avventure di Ulisse”, per la regia di Daniele Finzi Pasca e con protagonista Stefano Accorsi, racconta il mito di Ulisse in chiave moderna.
Ulisse è un personaggio che è un’affascinante fonte di ispirazione per attori, registi e scrittori di ogni epoca. Le sue avventure oltrepassano il tempo e vivono la contemporaneità come ad essa stessa appartenenti. Si può senza dubbio affermare che l’Odissea è un viaggio avventuroso e fantastico senza tempo.
E come l’Odissea, anche questo spettacolo si offre allo spettatore come un viaggio, il cui protagonista – uno straordinario Stefano Accorsi in Ulisse – è sia narratore che attore.
È un viaggio denso di una carica emotiva pazzesca attraverso tutti gli episodi più significativi dell’epopea greca; un viaggio che l’eroe Ulisse compie con tratti determinanti di umanità e malinconia, senza tralasciare l’uso dell’intelligenza e della scaltrezza; un viaggio alla ricerca dell’ignoto e di sé stesso.

Stefano Accorsi è un meraviglioso Ulisse, diverso da ciò cui siamo abituati; con la sua incredibile forma fisica rende fisica la parola; con la sua sorprendente e intensa recitazione rende giustizia alla storia.
Accorsi si muove in scena con perfezione e, allo stesso tempo, dona al suo protagonista tratti di fragilità e umanità non comuni.
Il racconto avanza impetuoso, come un flusso di coscienza, tra nostalgia e avventura. Un racconto regalato a Penelope – una Francesca Del Duca in stato di grazia – che non resta semplicemente ad ascoltare, ma canta e incanta, suona e regola il silenzio con una voce ammaliante fatta di ritmo, melodia e anche parola.
E così, la musica, il ritmo, la melodia e la parola, si susseguono e inseguono, si rincorrono e raggiungono in un finale mozzafiato in cui i due attori toccano l’apoteosi del loro essere in scena.
Due attori sorprendenti, dotati di forza e delicatezza – come si evince dalle note di regia – capaci di rendere il corpo elastico e potente.
La scenografia di Luigi Ferrigno completa la perfezione di questo spettacolo: una struttura meccanica (mossa a mano da attori/figure vestite di nero, nonché dagli stessi protagonisti) surreale e reale al tempo stesso, che funge da casa, mare, isola, cavallo, tempesta, approdo, confondendosi con l’identità dell’uomo, della donna e del passare del tempo.
L’impatto visivo di tutto ciò è notevole.
Nella narrazione non manca l’ironia a rendere le vicende del protagonista molto vicine ad un comune uomo dei nostri tempi.
Stefano accorsi mette a nudo l’anima di Ulisse.
Con una drammaturgia originale – il testo è di Emanuele Aldrovandi – “Nessuno” incanta e commuove, emoziona e travolge fino alla scoperta finale: sentirsi umani, come l’umano Ulisse.
Applausi!
Brunella Caputo*

*Brunella Caputo è nata e vive a Salerno. È regista teatrale, attrice, scrittrice, cura progetti culturali e scrive racconti per Il Mattino. Per Homo Scrivens ha pubblicato “Attesa – Frammenti di pensiero”, da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale, “Dell’acqua e dell’amore” , “Le notti dei Barbuti – Il teatro dei sogni” e “Le ore dell’alba”. Ha pubblicato molti racconti in diverse antologie. Coordina il gruppo di lettura di Feltrinelli Salerno e della Biblioteca Comunale di Maiori. È direttore artistico della rassegna teatrale La notte dei Barbuti.


