Intervista a Charlie Gnocchi ideatore e autore di O tutto o niente! Manifesto degli artisti scriteriati (CN Oligo editore), di Cristina Marra

Gli Scriteriati sono O tutto o niente! Con un manifesto che scuote la staticità artistica, Charlie Gnocchi, conduttore radiofonico, scrittore, inviato televisivo e tanto altro ancora, avvia un percorso di cambiamento, che comprenderà tour e eventi in giro per l’Italia. Il libro raggruppa interventi e contributi narrativi e artistici di chi come Tasso sognava mondi lontani e Cervantes creava eroi assurdi, Sancho Panza, Jacovitti, Bunuel, noi, fuori dal corso ordinario della storia, diventiamo narratori di mondi dimenticati, cercando la bellezza nella nostra esclusione.

Charlie sei su Il Randagio, una rivista letteraria che ha sposato come motto la frase di Donne sul vagabondaggio e libertà della mente. Sei un creativo randagio che si occupa di radio, TV, libri. Cosa significa essere Randagio per te?

Randagio e’ un termine fantastico che approvo in pieno, ma la linguistica lo squalifica in quanto e’ sempre stato utilizzato in modo ambiguo, randagio e’ libero e vagante curioso avventuroso umile sociale buono e timido, il termine runaway e’ piu’ affascinante ma io sono d’accordo che Randagio abbia bisogno di essere nobilitato, anche se poi tutti vogliono una cuccia calda una zuppa e coccole amichevoli, randagio e’ una vita per spiriti superiori.

Il libro nasce dal tuo manifesto degli artisti scriteriati. Il manifesto è un’esigenza, una volontà di dare spazio al tumulto interiore di molti. Anche io ho aderito con convinzione e entusiasmo alla tua chiamata e mi sento parte di questo progetto.  Quando hai deciso che fosse il momento di scriverlo?

Mi piacciono i Dada e i Surrealisti nei racconti e nelle Opere poi sono stato Punk Demenziale con un occhio al Folk al Pop ai Dialetti dei Cantastorie dei racconti da Bar dalle Balere piene di erotismo e di musica di zone d’ombra di un divertimento senza etichette, la creme de la creme Artistica non conosce la Strada soprattutto i critici i mercanti i borghesi sfaccendati, io rivendico l’Arte Artigianale di chi ci prova, anche a dare un Bacio, l’arte dell’imprevisto del Pubblico superiore e migliore degli Artisti. Soffiamo nei Tromboni per scacciare il Trombonismo Tronfio di palloni gonfiati dall’Aria Fritta!! Gli scriteriati hanno gli spilloni per poterlo fare… ma sono raccolti in un Movimento sotto la mia Guida Spirituale Morale e Umorale… spesso Orale.

“O tutto o niente!” è un raduno di Scriteriati, scrittori e artisti. Il testo del Manifesto è seguito da un’antologia di opere di narrativa poesia e arte. Da Pino Quartullo a Paolo di Giannantonio a Fausto Vitaliano da Luca Gualtieri a Max Greggio, da Marisa Laurito a Isabella Salamida. Come li hai coinvolti?

Ci sono milioni di Artisti Scriteriati che non vedevano l’ora di un Movimento Nuovo di Un manifesto che fosse qualcosa di gia’ sentito pero’ energico, di una guida cioe’ io destabilizzante e anarchica, ignorante rozza ma realmente Indecisa!!!

L’immagine di copertina è un tuo dipinto, un’auto futurista e retrò insieme. Artisticamente ti senti scriteriato, oggi esserlo fa la differenza?

Disegno le cose che disegnavo alle scuole medie quando a 14 anni sognavo il primo Amplesso con le ragazze piu’ sognabili. Ma poi buttavo tempo e denari sui Motori!

In questa epoca digitale, virtuale, effimera che valore ha ancora un libro e quanto è importante?

Sono molto Scriteriato e Randagio perche’ sono diffidente contro tutto cio’ che mi viene imposto anche se mi piego e sopporto tutto. Non ho trovato mai una strada ma tante, tanti sentieri e spesso molto spesso sono rimasto a piedi e senza benzina… pero’ sono qua e non mi fermo.

Oltre a scriverli, che libri legge Charlie Gnocchi?

l libro e’ un feticcio romantico un segno un oggetto prezioso o insulso e’ sempre un libro… la pagina stampata come la parola detta e parlata de visu ha una grande magia. Mi piace scrivere di getto ma sono un lettore troppo disordinato!!!! Sto leggendo Gillo Dorfes… Adorno… la vita di Garibaldi… e Silvia Morghen, una scrittrice scriteriata che ho conosciuto a Più liberi più libri di Roma e inoltre il Minotauro di Varufakis ( economista greco) ma e’ molto noioso. Leggere mi piace ma mi addormento subito!!!

Cristina Marra

Tutti i Candidati al Premio Strega 2024 (Dozzina, Europeo, Poesia)

Premio Strega 2024

  • Sonia Aggio, «Nella stanza dell’imperatore» (Fazi), proposto da Simona Cives.
  • Adrián N. Bravi, «Adelaida» (Nutrimenti), proposto da Romana Petri.
  • Paolo Di Paolo, «Romanzo senza umani» (Feltrinelli), proposto da Gianni Amelio.
  • Donatella Di Pietrantonio, «L’età fragile» (Einaudi), proposto da Vittorio Lingiardi.
  • Tommaso Giartosio, «Autobiogrammatica» (minimum fax), proposto da Emanuele Trevi.
  • Antonella Lattanzi, «Cose che non si raccontano» (Einaudi), proposto da Valeria Parrella.
  • Valentina Mira, «Dalla stessa parte mi troverai» (SEM), proposto da Franco Di Mare.
  • Melissa Panarello, «Storia dei miei soldi» (Bompiani), proposto da Nadia Terranova.
  • Daniele Rielli, «Il fuoco invisibile. Storia umana di un disastro naturale» (Rizzoli), proposto da Antonio Pascale.
  • Raffaella Romagnolo, «Aggiustare l’universo» (Mondadori), proposto da Lia Levi.
  • Chiara Valerio, «Chi dice e chi tace» (Sellerio), proposto da Matteo Motolese.
  • Dario Voltolini, «Invernale» (La nave di Teseo), proposto da Sandro Veronesi.

Premio Strega Europeo 2024

immagine per Premio Strega Europeo
  • Shida BazyarDi notte tutto è silenzio a Teheran (Fandango Libri), tradotto da Lavinia Azzone, Blogger Prize for Literature.
  • Paul LynchIl canto del profeta (66thand2nd)tradotto da Riccardo Duranti, Booker Prize 2023.
  • Tore Renberg, La mia Ingeborg (Fazi)tradotto da Margherita Podestà Heir, Miglior libro 2023 per i librai norvegesi.
  • Neige SinnoTriste Tigre (Neri Pozza)tradotto da Luciana Cisbani, Prix Femina 2023.
  • Rosario VillajosL’educazione fisica (Guanda)tradotto da Roberta Arrigoni, Premio Biblioteca Breve 2023.

Premio Strega Poesia 2024

immagine per Premio Strega Poesia
  • Alida AiraghiQuanto di storia, Marco Saya.
  • Alessandro AnilTerra dei ritorni, PordenoneLegge-Samuele Editore.
  • Gian Maria AnnoviDiscomparse, Aragno
  • Daniela AttanasioVivi al mondo, Vallecchi Firenze.
  • Alessandro Baldacci, Il dio di Norimberga, Pequod.
  • Antonio BuxMappe senza una terra, RP libri.
  • Roberto Cescon, Natura, Stampa2009.
  • Stefano Dal BiancoParadiso, Garzanti.
  • Giovanna FreneEredità ed Estinzione, Donzelli.
  • Rosaria Lo RussoTande, Vydia Editore.
  • Tommaso OttonieriCinema di sortilegi, La Vita Felice.
  • Enrico TestaL’erba di nessuno, Einaudi.

Il Randagio è su La Rivisteria, il sito delle più prestigiose Riviste Letterarie Italiane

Giorni fa siamo stati contattati per contribuire al progetto de La Rivisteria, che consiste in un sito online che raccoglie gli articoli delle principali riviste letterarie italiane.

Il sito propone giorno per giorno l’incipit di ciascun articolo pubblicato da ogni rivista unitamente al link diretto al sito di origine per una completa lettura.

Queste sono le nostre pagine di presentazione:

Va da sé che siamo molto contenti – e ringraziamo – dell’attenzione riservataci, un ulteriore segnale della crescita della nostra rivista in soli cinque mesi di vita.

I finalisti del Premio Internazionale Tiziano Terzani 2024

I cinque finalisti della XX edizione del Premio Terzani 2024 sono:

Ai Weiwei: Mille anni di gioie e dolori (Feltrinelli);

Sally Hayden: E la quarta volta siamo annegati (Bollati Boringhieri);

Benjamín Labatut: Maniac (Adelphi);

Leila Mottley: Passeggiare la notte (Bollati Boringhieri);

Damir Ovčina: Preghiera nell’assedio (Keller).

Così ha commentato Angela Terzani la scelta dei cinque finalisti da parte della giuria (composta da Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini): «Se non insistiamo nel pretendere il diritto di tutti all’informazione e alla libera espressione del pensiero, rischiamo di perderlo ed è così che la democrazia scompare. Ancora una volta, dopo vent’anni,  la giuria ha voluto onorare questo messaggio di Tiziano, indicando cinque volumi finalisti che ci aiutano a meglio comprendere le tragedie collettive del nostro tempo, che inquietano i nostri pensieri e turbano la nostra visione del futuro: la guerra di nuovo così vicina e spaventosa, la catastrofe umanitaria dei migranti nell’indifferenza del mondo e di chi ha già tutto e forse troppo, il consolidarsi di regimi oppressivi che negano libertà e diritti elementari, la marginalità estrema delle persone più fragili e indifese, e poi le promesse ma anche le incognite dell’intelligenza artificiale».  

Il vincitore sarà annunciato a metà aprile e la consegna del premio verrà effettuata sabato 11 maggio nel corso del festival, in programma a Udine dal 7 al 12 maggio.

Lisetta Carmi: ho fotografato per capire

Oggi la grande fotografa Lisetta Carmi (Genova, 15 febbraio 1924 – Cisternino, 5 luglio 2022) avrebbe compiuto cento anni e noi Randagi abbiamo voglia di farle gli auguri e di ringraziarla per tutto quanto ha rappresentato per la cultura italiana.

La Carmi, di famiglia ebraica, trascorse l’adolescenza in Svizzera per evitare le persecuzioni razziali; nell’immediato dopoguerra, a poco più di vent’anni, era già una promettente pianista e faceva concerti in giro per il mondo, ma smise di suonare improvvisamente nel 1960 dopo aver partecipato ad una manifestazione di protesta contro la convocazione a Genova del congresso del Movimento Sociale Italiano.

Lasciata la musica, cominciò ad avvicinarsi alla fotografia. Dei primi anni Sessanta sono i suoi reportage sull’Italsider e sui camalli del porto di Genova e le collaborazioni con alcune riviste come il Mondo e l’Espresso. Dal ’65 inizia a fotografare i travestiti dell’antico ghetto ebraico genovese (per intenderci la via del Campo di De Andrè) e questo lavoro fu raccolto nel ’72 in un volume dal titolo I travestiti, che all’epoca dette un tale scandalo da non essere nemmeno distribuito nelle librerie. Benché ebrea, nel ’67 dopo la guerra dei sei giorni, documentò le tragiche condizioni di vita dei campi profughi palestinesi e dopo quell’esperienza non volle mai più far ritorno in Israele.

Eseguì ritratti, tra gli altri, di Ezra Pound, Alberto Arbasino, Carmelo Bene, Edoardo Sanguineti, Judith Malina, Charles Aznavour, Leonardo Sciascia, Lucio Fontana, Luigi Nono, Claudio Abbado, Jacques Lacan e fece importanti reportage dall’America Latina all’Asia, dalla Sicilia (con testo di Sciascia) alla Barbagia delle operaie di un sugherificio, dalla Firenze dell’alluvione all’Irlanda del Nord della guerra civile nel ’74.

Dopo l’incontro nel ’76 in India con lo yogi Babaji, fondò un ashram a Cisternino in Puglia, dove nel ’79 acquistò un trullo che è stato la sua casa fino alla fine, nell’estate del 2022, a 98 anni. A Cisternino diceva di aver finalmente trovato, nel corso della sua quinta vita, la libertà che aveva cercato nelle vite precedenti.

La Carmi, che viene a ragione considerata come uno dei più grandi fotografi del Novecento, aveva il dono di saper cogliere la vita degli ultimi con uno scatto e usava la macchina fotografica come uno strumento di denuncia sociale. Il suo sguardo delicato e anticonformista ha raccontato gli invisibili, i proletari, i diversi, denunciato le ingiustizie nei confronti dei settori più deboli della società, testimoniato la marginalità sia esistenziale che nel mondo del lavoro. Era solita dire: “Ho fotografato per capire”.

Gigi Agnano