“Ricette Letterarie”: Crema gialla e savoiardi di Gustave Flaubert, di Anne Baker (video)

🍽 📚 Le Ricette Letterarie di Anne Baker  🍽 📚

La rubrica de Il Randagio che unisce cucina e letteratura

Il Randagio vi consente di gustare i grandi capolavori della letteratura! 

La pasticciera randagia Anne Baker da Arnhem in Olanda vi svelerà come realizzare piatti ispirati a storie indimenticabili. Scopriremo come il cibo e la letteratura possano fondersi per offrirci nuove emozioni.

🍲 Pronti a mettervi ai fornelli? Ogni piatto racconterà una storia e, perché no, vi inviterà a (ri)leggere le pagine di qualche capolavoro.

Questa settimana la nostra Anne ci propone la ricetta della crema gialla coi savoiardi, citata in Madame Bovary, il capolavoro di Gustave Flaubert, pubblicato a puntate sul giornale «La Revue de Paris» nel 1856. Il pranzo nuziale di Emma e Charles con piatti rustici e banali delude le aspettative di Emma che sognava raffinatezze aristocratiche, prefigurando già il fallimento del matrimonio.

*** Crema gialla e savoiardi di Gustave Flaubert ***

👉 Guarda il video… in cucina! A seguire gli ingredienti e il procedimento.

Testo estratto da Madame Bovary, edizione Classici Bompiani. Traduzione di Marco Cavalli.

“Grandi piatti di crema gialla che ondeggiavano al minimo scossone della tavola presentavano, disegnate sulla loro superficie liscia con arabeschi di confetti, le iniziali dei novelli sposi. Per le torte e i torroni era stato mandato a chiamare un pasticcere di Yvetot. Poiché era la sua prima volta in paese, aveva fatto un gran lavoro; fu lui in persona a servire, a fine pranzo, un piccolo capolavoro che suscitò grandi esclamazioni di meraviglia. La base era un quadrato di cartone turchino raffigurante un tempio con tanto di portici, colonnato e statuette di stucco tutt’intorno […]; al secondo piano, poi, si ergeva un torrione di savoiardi […]; infine, sulla piattaforma superiore […] un amorino si dondolava su un’altalena di cioccolato”.  

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Ricette Letterarie: Crema gialla e savoiardi di Gustave Flaubert

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Vuoi provare a farla in casa? Eccoti la preparazione.

RICETTA

Due strati di gustosa Crema Pasticciera al Mascarpone, separati da biscotti Savoiardi intinti nel caffè della Moka. Un dolce dal gusto di Tiramisù, dove il problema della pastorizzazione dei tuorli è risolto dalla Crema Pasticciera.

Nota: per preparare i Savoiardi serve una planetaria dotata di frusta o un frullino elettrico.

Ingredienti

per una pirofila di medie dimensioni (dosi per 6 persone)

Per la Crema Pasticciera

  • 5 tuorli d’uovo da uova di taglia M
  • 125 g zucchero bianco semolato
  • 50 g amido di mais (Maizena)
  • 500 g latte fresco
  • Un tappino di estratto di vaniglia

Per i Savoiardi (20 circa)

  • 3 uova
  • 75 g zucchero semolato
  • 50 g farina per dolci
  • 30 g fecola di patate (per un biscotto leggero e non elastico)
  • Un tappino di estratto di vaniglia
  • Zucchero semolato e zucchero a velo q.b. per spolverare

Per la finitura

  • 400g Mascarpone fresco
  • Il caffè di una moka da 8 persone
  • Cacao amaro per spolverare o 50g di cioccolato fondente grattugiato 

Procedimento 

Come prima cosa preparate la Crema Pasticciera. Poi cuocete i Savoiardi e preparate la Moka.

Per la Crema Pasticciera 

Mettete in congelatore una ciotola dove mescolerete la crema dopo la cottura. Poi sgusciate le uova e separate i tuorli dagli albumi. Gli albumi non servono, riponeteli in frigorifero per un’altra preparazione.

  1. In una ciotola capiente sbattete i tuorli con lo zucchero e l’estratto di vaniglia. Utilizzate una frusta.
  2. Aggiungete poco per volta l’amido di mais, sempre sbattendo con la frusta, fino a ottenere una pastella liscia.
  3. Versate con attenzione il latte sulla pastella e mescolate fino che il composto diventa molto liquido e uniforme.
  4. Versate il liquido così ottenuto dentro una casseruola dal fondo spesso e cuocete la crema sul fuoco medio sbattendola continuamente con la frusta.
  5. Appena sentite che la crema si addensa (ve ne accorgete perché il composto inizia a diventare giallo) prendete la ciotola che avevate riposto in freezer e versateci dentro la crema calda. Ora mescolate la crema con vigore.
  6. Chiudete la crema con la pellicola trasparente a contatto con la sua superficie (per evitare che si formi una pellicina e che assorba odori indesiderati) e fatela raffreddare in frigorifero mentre preparate i Savoiardi.

Per i Savoiardi

Prima di iniziare preparatevi due teglie da forno coperte con carta forno ben aderente al fondo (inumiditelo).

In una ciotola setacciate farina e fecola. Poi sgusciate le uova e separate i tuorli dagli albumi.

Preparatevi un sac à poche dotato di bocchetta liscia da 12 millimetri.

Infine preriscaldate il forno a 180ºC.

  1. Iniziate a montare gli albumi in planetaria con la frusta oppure utilizzando il frustino elettrico. Dopo le prime girate aggiungete circa il 10% dello zucchero. Continuate a montare. Quando la schiuma inizia a formarsi, unite il restante zucchero e continuate a montare.
  2. Nel frattempo mescolate i tuorli con l’estratto di vaniglia. 
  3. Quando la schiuma di albume è diventata bianca e spumosa aggiungete i tuorli a filo, continuando a montare a media velocità fino a ottenere una schiuma consistente.
  4. Ora aggiungete metà farina e fecola setacciate insieme. Poco per volta, mescolando sempre a media velocità.
  5. Quando il composto forma solchi profondi versatelo subito nel sac à poche e formate bastoncini lunghi 8/9 centimetri, distanziati fra loro.  Cospargeteli di zucchero semolato e zucchero a velo.
  6. Cuocete i Savoiardi in forno caldo a 180ºC per 10 minuti.

Assemblaggio

  1. Disponete i biscotti su un piatto e versate in una ciotola il caffè della Moka.
  2. Mescolate la Crema Pasticciera ormai fredda con il Mascarpone, utilizzando una frusta.
  3. Preparatevi una bella pirofila da portare in tavola. Non troppo grande.
  4. Assemblate il dolce immergendo i Savoiardi nel caffè e ricoprendoli di crema. Fate due strati. Io ho utilizzato il sac à poche dotato di bocchetta liscia da 8 millimetri per fare degli spuntoni di crema, ma potete semplicemente spalmarla sui biscotti.
  5. Come tocco finale cospargete la superficie del dolce con cacao amaro o cioccolato fondente grattugiato (che non viene assorbito e resta intatto più a lungo).

Buon appetito!

“Ricette Letterarie”: Il pane dolce di Lev Tolstoj, di Anne Baker (video)

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La rubrica de Il Randagio che unisce cucina e letteratura

Il Randagio vi consente di gustare i grandi capolavori della letteratura! 

La pasticciera randagia Anne Baker da Arnhem in Olanda vi svelerà come realizzare piatti ispirati a storie indimenticabili. Scopriremo come il cibo e la letteratura possano fondersi per offrirci nuove emozioni.

🍲 Pronti a mettervi ai fornelli? Ogni piatto racconterà una storia e, perché no, vi inviterà a (ri)leggere le pagine di qualche capolavoro.

Questa settimana la nostra Anne ci propone la ricetta del pane dolce, ispirato a “Padre Sergij”, un racconto lungo di Tolstoj, scritto tra il 1889 e il 1891. Il protagonista è un ambizioso ufficiale della guardia imperiale, che, scoperta l’infedeltà della fidanzata con lo zar, prende i voti e conduce una vita monastica talmente rigorosa che comincia ad essere venerato dal popolo. La storia avrà un esito imprevisto che lasciamo al piacere della lettura. Così come lasciamo ai lettori il piacere di assaggiare il pane dolce con la ricetta di Anne.

*** Il pane dolce di Lev Tolstoj ***

👉 Guarda il video… in cucina! A seguire gli ingredienti e il procedimento.

Lev Tolstoj: Padre Sergij” 

TESTO:

“Era sabato, e Praskov’ja Michàjlovna stava preparando ella stessa l’impasto per un pane dolce con l’uvetta, che tanto bene sapeva fare il cuoco di suo padre, all’epoca della servitù della gleba. Praskov’ja Michàjlovna voleva fare una sorpresa ai suoi nipotini per l’indomani, che era festa.

Masa, sua figlia, stava badando al più piccolo, i maggiori, un bambino e una bambina, erano a scuola. Il genero non era riuscito a dormire durante la notte, e aveva appena preso sonno. Praskov’ja Michàjlovna era andata a letto tardi la sera prima, perché aveva tentato di mitigare la collera che la figlia provava verso il marito.

[…]

Aveva appena insegnato, provandone grande soddisfazione, a Luker’ja come si fa l’impasto, quando Misa, il suo nipotino di sei anni, vestito d’un grembiulino, era arrivato in cucina con il viso spaventato […]”

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Ricette Letterarie: Il pane con le gocce di cioccolato di Lev Tolstoj

Nota: nel testo Praskov’ja Michàjlovna utilizza l’uvetta. Potete sostituirla con le gocciole di cioccolato, il procedimento è identico.

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Vuoi provare a farla in casa? Eccoti la preparazione.

RICETTA

Ingredienti 

  • 300 g farina bianca tipo 0
  • 75 g acqua
  • 7 g lievito di birra secco (se l’ambiente è freddino intorno i 18°C – altrimenti ne bastano 5g)
  • 30 g zucchero di canna
  • 75 g latte leggermente tiepido
  • 20 g miele
  • 50 g burro morbido (più 10 grammi per finire)
  • 50 g gocce di cioccolato fondente (oppure 50g di uvetta sultanina ammollata in acqua – oppure grappa – e ben strizzata)

Procedura

Lascio riposare altri 10 minuti mentre il forno si scalda a 180°C e infine cuocio il pane per 45 minuti. Abbassare la temperatura a 170°C negli ultimi 10 minuti se la superficie del pane risulta troppo dorata.

In una ciotola verso la farina, l’acqua e il lievito di birra e li mescolo con una spatola di silicone.

Aggiungo lo zucchero e lo mescolo al composto.

Verso il miele nel latte leggermente tiepido e mescolo per scioglierlo. Poi verso il liquido sulla farina e mescolo per amalgamare il tutto. 

Inizio ad impastare con le mani dentro la ciotola fino a ottenere un panetto piuttosto consistente.

Prendo il panetto e lo metto sulla spianatoia leggermente infarinata. Lo apro con le mani e ci spalmo sopra il burro. Poi richiudo e continuo ad impastare. Se il panetto è troppo duro mi bagno la punta delle dita con un po’ di acqua (dipende dalla farina) e continuo ad impastare. Con vigore, fino a ottenere una palla liscia.

Metto la palla di impasto a lievitare in una ciotola cosparsa di farina fino al raddoppio del volume. La ciotola va coperta con la pellicola trasparente per evitare che l’impasto si secchi.

Quando l’impasto è raddoppiato lo stendo con il matterello e ne cospargo la superficie di gocce di cioccolato. Poi lo arrotolo e ne faccio di nuovo una palla. Metto la palla di nuovo a lievitare coperta per una mezz’ora.

Trascorso questo tempo metto l’impasto su una teglia da forno foderata di carta forno (maneggiare con cura!), lo incido a croce con un coltellino affilato e distribuisco nelle fessure qualche fiocchetto di burro.

“Ricette Letterarie”: La crema al cioccolato di Proust, di Anne Baker (video)

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La rubrica de Il Randagio che unisce cucina e letteratura

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La pasticciera randagia Anne Baker da Arnhem in Olanda vi svelerà come realizzare piatti ispirati a storie indimenticabili. Scopriremo come il cibo e la letteratura possano fondersi per offrirci nuove emozioni.

🍲 Pronti a mettervi ai fornelli? Ogni piatto racconterà una storia e, perché no, vi inviterà a (ri)leggere le pagine di qualche capolavoro.

Questa settimana la nostra Anne ci propone la crema al cioccolato, ispirata al dessert di una delle tante cene descritte nitidamente da Proust nel suo capolavoro Alla ricerca del tempo perduto, pubblicato in sette volumi tra il 1913 e il 1927. Così come per le famose madeleine, il cibo, coinvolgendo in primis gusto e olfatto, è il tramite privilegiato che attiva quella “memoria involontaria”, che è uno dei temi proustiani per eccellenza.

*** Le crema al cioccolato di Proust ***

👉 Guarda il video… in cucina! A seguire gli ingredienti e il procedimento.

Marcel Proust: “Alla ricerca del tempo perduto– Dalla parte di Swann 

TESTO:

“Quando tutto questo era finito, creata appositamente per noi, ma dedicata più specialmente a quell’intenditore che era mio padre, una crema al cioccolato, ispirazione, attenzione personale di Françoise, ci veniva offerta, fuggitiva e lieve come un’opera di circostanza nella quale lei aveva profuso tutto il suo talento. Chi avesse rifiutato di assaggiarla dicendo: «Basta, non ho più fame», sarebbe immediatamente retrocesso al rango di quegli zotici che persino di fronte a un’opera donata loro da un artista badano al peso e alla materia, mentre il valore risiede tutto nell’intenzione e nella firma. Lasciarne anche una sola goccia nel piatto avrebbe testimoniato di una villania simile a quella di chi s’alza in piedi prima della fine dell’esecuzione sotto gli occhi del compositore.” 

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Ricette Letterarie: La crema al cioccolato di Proust

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Vuoi provare a farla in casa? Eccoti la preparazione.

RICETTA

Una crema tradizionale e dal sapore deciso per via del cioccolato fondente al 70% di cacao (fava e burro). Se preferite un gusto più morbido e dolce vi consiglio di utilizzare una barretta di cioccolato fondente classica tra il 65% e 55%. Non utilizzate il cioccolato al latte o bianco perchè la crema risulterebbe stucchevole.

Ingredienti per 6 coppe di crema

  • 500g latte fresco
  • 150g zucchero bianco semolato
  • 5 tuorli da uovo M
  • 25g amido di mais (Maizena)
  • 25g farina bianca per dolci
  • 100g cioccolato fondente 70% in pezzi

Procedimento

  • In una ciotola setacciare insieme l’amido di mais e la farina. L’amido di mais serve ad alleggerire la crema, ma se preferite potete utilizzare anche la sola farina  nella dose di 50g.
  • In un’altra ciotola versate i tuorli con lo zucchero e battete subito il composto per formare una pastella. Utilizzate la frusta. È importante mescolare subito i due ingredienti per evitare che lo zucchero formi dei puntini rossi sul tuorlo (ne assorbe l’acqua).
  • Quando la pastella diventa chiara aggiungete la farina setacciata e amalgamante il tutto mescolando sempre con la frusta.
  • Scaldate leggermente il latte, mi raccomando leggermente non caldo altrimenti cuoce i tuorli. Poi versatene una piccola parte sulla pastella e mescolate con cautela fino che non viene assorbita. Infine aggiungete il resto del latte e uniformare bene il tutto, sempre mescolando con la frusta. Otterrete una pastella molto liquida: versatela in una casseruola e procedete alla cottura sul fuoco.
  • Cuocete a fuoco medio e girate continuamente con la frusta fin quando la pastella non si addensa e diventa una crema. Utilizzate una spatola di silicone per ripulire i bordi della casseruola. Vi accorgete che la pastella si addensa quando da bianca diventa gialla.
  • Quando la crema si è formata aggiungete il cioccolato fondente a pezzettini e mescolate con la frusta per amalgamarlo. Dato che la crema è calda, il cioccolato fonde e si uniforma perfettamente.
  • Ora potete servire la crema in coppette di vetro resistenti al calore oppure versarla in una ciotola capiente, coprirla con pellicola trasparente posta a contatto con la superficie e conservarla in frigo. In tal caso servitela fredda o utilizzatela per farcire i bignè o i biscotti di pasta frolla come. Per la presenza del cioccolato si conserva tre/quattro giorni. 

Per impreziosire la crema io ho utilizzato coriandoli di oro edibile, ma potete anche utilizzare codette colorate, granella di frutta secca, frutta fresca come frutti di bosco, pesche o ciliegie, crumble o biscotti sbriciolati e anche pezzettini di pan di Spagna.

“Ricette Letterarie”: Le ciambelle di Anton Čechov, di Anne Baker (video)

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La rubrica de Il Randagio che unisce cucina e letteratura

Il Randagio vi consente di gustare i grandi capolavori della letteratura! 

La pasticciera randagia Anne Baker da Arnhem in Olanda vi svelerà come realizzare piatti ispirati a storie indimenticabili. Scopriremo come il cibo e la letteratura possano fondersi per offrirci nuove emozioni.

🍲 Pronti a mettervi ai fornelli? Ogni piatto racconterà una storia e, perché no, vi inviterà a (ri)leggere le pagine di qualche capolavoro.

Questa settimana la nostra Anne ci propone le ciambelle di Anton Čechov, ispirate al racconto “Incubo” (Košmar, “Novoe vremja”, 29 marzo 1886), tratto dalla raccolta “Čechov, Racconti”, nell’edizione Garzanti in due volumi a cura di Fausto Malcovati. Il racconto ruota intorno alla figura di un sacerdote anziano e malato, Padre Jakov, che fatica a adempiere ai suoi doveri liturgici e che per questo motivo rischia di essere destituito a causa dell’intervento di Kunin presso il vescovo.

*** Le ciambelle di Anton Čechov ***

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Anton Čechov: “Incubo” (Košmar, “Novoe vremja”, 29 marzo 1886) 

TESTO:

“Padre Jakov era talmente immerso nell’operazione bere il te, che non potè rispondere subito. Alzò su Kùnin i suoi occhi grigi, stette a riflettere e come ricordandosi della questione che gli veniva posta, scosse il capo con gesto diniego. L’espressione di un piacere intenso e del più quotidiano e del più prosaico appetito, gli si diffuse da una orecchia all’altra, sul brutto viso. Degustava rumorosamente ogni goccia di tè, e, bevutolo sino in fondo, posò il bicchiere sul tavolo; ben presto lo riprese, ne guardò il fondo, mise ancora sul tavolo. L’espressione di piacere scomparve dal suo viso. Un po’ più tardi, Kùnin osservò il pope che prendeva una ciambella dal cestino, ne rompeva un pezzo, lo rigirava fra le dita, e infine lo sprofondava lesto in una delle tasche”. 

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Ricette Letterarie: Le ciambelle di Anton Čechov

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Vuoi provare a farla in casa? Eccoti la preparazione.

RICETTA

Ingredienti per circa 16 biscotti a forma di ciambella friabili e profumati al limone, perfetti da servire con il tè.

  • 150 g farina bianca per dolci setacciata
  • 80 g farina di mandorle
  • 125 g burro morbido 
  • 80 g zucchero a velo
  • 2 tuorli di uovo Medio
  • Scorza grattugiata di 1 limone (non trattato)

Nota: io ho seguito la procedura a mano, utilizzando un tarocco ma puoi utilizzare anche le fruste elettriche o l’impastatrice planetaria. La cosa importante è che il burro sia a pomata per cui ricorda di lasciarlo fuori dal frigorifero almeno sei ore prima di iniziare la preparazione o, ancora meglio, tutta la notte. Ti sconsiglio di scaldarlo al microonde o a bagnomaria perchè non si ammorbidisce in modo uniforme. Un’altra caratteristica di questi biscotti è la finezza, che si ottiene utilizzando la farina setacciata e sopratutto lo zucchero a velo

Procedimento

  1. In una ciotola capiente lavora il burro a pomata con lo zucchero a velo fino a ottenere una crema chiara e spumosa. Aggiungi la scorza di limone e continua a lavorare fin quando la scorza si fonde nella miscela.
  2. Incorpora i tuorli, uno per volta, facendoli assorbire bene all’impasto: otterrai una crema liscia e profumatissima.
  3. Aggiungi per prima la farina di mandorle, lavorala bene con il composto e poi aggiungi la farina precedentemente setacciata.
  4. Versa l’impasto sul tavolo da lavoro e forma velocemente un panetto. Dovrebbe avere la consistenza morbida ma soda, per poterla spremere agilmente nel sac à poche. Avvolgi il panetto nella pellicola e mettilo in frigorifero mentre ti prepari per stampare i biscotti.
  5. Prendi due teglie da forno e cospargile con un sottile strato di burro, poi fissa sopra ciascuna teglia un foglio di carta forno. È importante per formare i biscotti su una base ben ferma. Se hai il silpat antiaderente va benissimo.
  6. Metti l’impasto nel sac à poche con bocchetta dentellata da 13cm e forma sulle teglie delle ciambelle di diametro circa 5cm.
  7. Inforna in forno caldo a 165°C per 15 minuti, finché la superficie dei biscotti risulta leggermente dorata. Non devono scurirsi troppo.
  8. Una volta cotti, lascia raffreddare le ciambellone di pasta frolla completamente prima di staccarle dalle teglie. Puoi anche intingerne metà nel cioccolato fuso (fondente o bianco) ma sono già perfette così.

“Ricette Letterarie”: il pollo arrosto alla Calvino, di Anne Baker (video)

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La rubrica de Il Randagio che unisce cucina e letteratura

Il Randagio vi consente di gustare i grandi capolavori della letteratura! 

La pasticciera randagia Anne Baker da Arnhem in Olanda vi svelerà come realizzare piatti ispirati a storie indimenticabili. Scopriremo come il cibo e la letteratura possano fondersi per offrirci nuove emozioni.

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Questa settimana la nostra Anne ci propone il pollo arrosto alla Calvino ispirandosi ad una ricetta attribuita proprio all’autore ligure. Il pollo arrosto è poi presente anche nel “Barone rampante” che si apre con la descrizione dettagliata di un pranzo di famiglia, in cui il pollo (e il tacchino), simboli della tradizione, vengono mangiati con le mani da Cosimo, il protagonista, che così contravviene ogni regola di buona educazione. Il barone rampante fu pubblicato nel 1957 da Einaudi e vinse il Premio Viareggio.

*** IL POLLO ARROSTO ALLA CALVINO ***

👉 Guarda il video… in cucina! A seguire gli ingredienti e il procedimento.

Italo Calvino: Il barone rampante (1957) 

TESTO:

“Nostro padre, nostra madre sempre lì davanti, l’uso delle posate per il pollo, e sta’ dritto, e via i gomiti dalla tavola, un continuo! (…) Veniva servito un tacchino, e nostro padre a guatarci se lo scalcavamo e spolpavamo secondo tutte le regole reali, e l’Abate quasi non ne assaggiava per non farsi cogliere in fallo, lui che doveva tener bordone a nostro padre nei suoi rimbrotti. Del Cavalier Avvocato Carrega, poi, avevamo scoperto il fondo d’animo falso: sotto le falde della sua zimarra turca (egli aveva passato gran parte della sua vita nel Levante), faceva sparire cosciotti interi per poi mangiarseli a morsi come piaceva a lui, nascosto nella vigna. (…) L’unico che si trovasse a suo agio era Battista, che scarnificava pollastri con un accanimento minuzioso, fibra per fibra, con certi coltellini appuntiti che aveva solo lei”. 

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Ricette Letterarie: il pollo arrosto alla Calvino

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Vuoi provare a farla in casa? Eccoti la preparazione.

RICETTA

Pollo arrosto con patate novelle

Ingredienti (per 4-6 persone)

  • 1 pollo intero (circa 1,5–1,8 kg), pulito e eviscerato
  • 2–3 spicchi d’aglio
  • 1 mazzetto di rosmarino
  • Qualche rametto di timo
  • Qualche foglia di salvia
  • 1 limone (non trattato)
  • Scorza grattugiata di ½ limone
  • Sale e pepe q.b.
  • 80g olio extravergine di oliva
  • 700 g di patate novelle (con la buccia ben pulita)
  • Circa 250 ml di brodo di pollo (preparato in anticipo)

Preparazione

  1. Trita finemente timo, rosmarino, salvia, aglio e scorza di limone con un poco di sale grosso. Poi spennella il pollo con l’olio extravergine di oliva e massaggialo bene con il battuto aromatico, avendo cura di coprire anche le parti sotto le cosce e le ali. 
  2. Inserisci all’interno della cavità qualche spicchio d’aglio schiacciato, due rametti di rosmarino e il limone tagliato in spicchi. Infine chiudi la la cavità con lo spago da cucina e lega le cosce in modo che il pollo mantenga la forma durante la cottura.
  3. Adagia il pollo in una teglia leggermente unta, coprilo con un foglio di alluminio e cuoci in forno preriscaldato a 220°C per 30 minuti.
  4. Nel frattempo, taglia le patate novelle a metà (senza sbucciarle), condiscile con olio, sale, pepe e due spicchi di aglio, rosmarino, timo e salvia. Mescola bene per distribuire l’olio uniformemente.
  5. Passati i 30 minuti di cottura del pollo, togli la stagnola e bagnalo con il brodo caldo. Poi prosegui la cottura in forno del pollo a 180°C per circa 40–50 minuti, insieme alle patate (in una teglia a parte o nella stessa teglia). Ogni tanto gira le patate e bagna il pollo con poco brodo se ti sembra che si stia seccando. Il pollo è pronto quando è ben dorato e la carne risulta tenera (si taglia “come il burro”). Per una pelle ancora più croccante, negli ultimi 5 minuti puoi alzare la temperatura del forno a 200°C o attivare il grill. 
  6. Infine servi il pollo ben caldo con le patate, qualche erba aromatica e spicchi di limone.