Rade Jarak: lo scrittore croato che è allo stesso tempo tutti e nessuno
“Di tutto ciò forse la cosa più importante è ricordare che il tempo ha un suo mistero, sebbene esso per un attimo possa sfuggirci di mano. Un giorno sicuro ce ne ricorderemo”, scrive Rade, perché siamo fatti anche di passato, ovvero di tutto ciò che è accaduto nonostante noi. Le pagine del libro attraversano l’infanzia, l’adolescenza, la giovinezza del nostro autore, i percorsi di formazione, i dubbi, le emozioni, le sensibili fragilità, con uno stile e una modulazione tutta di Rade; entra nei ricordi, nelle immagini di fotografie ingiallite che ancora sprigionano luce di esistenze, nel legno dei mobili delle case, negli oggetti con i quali convive, nell’odore dei cibi, nei panorami che si stagliano dalle finestre.
Raccontandoci di un secolo senza definirlo, Rade narra la verità sulla nostra dimensione, in opposizione a quella euclidea, la verità che la scienza non aveva ancora raccontato, quella che scopre osservando le mappe dello zio, immaginando di viaggiare in Paesi sconosciuti e tutti da scoprire ma legati da una unica, sola atmosfera. “ Avevo la sensazione di uscire da una mera astrazione della mappa e di poter materializzare in un vorticoso attimo, tutte quelle astratte lontananze in ogni metro, in ogni centimetro, in ogni granello di sabbia del deserto……E poi là dentro c’era di tutto, c’erano immagini di mille città..”.
Ad unire città e Paesi, uomini di ogni razza c’è il mare, il Mediterraneo, il suo colore blu non riproducibile neppure se si prova a mischiare ogni sfumatura o tono di azzurro, quel mare di onde nel quale la fanciulla ‘nuotatrice’ di Rade va ad immergersi, un moto che con movimenti, gesti semplici la ragazza scalfisce. “Non vogliamo fare il bagno con te, perché schizzi”, dice a Rade . Ma Rade è un cittadino del Mediterraneo.

Abitare il Mediterraneo è essere coinvolti e vivere spazi, emozioni, colori, dolori, sapendo di condividerli in un linguaggio, quello del mare e in immagini che intrecciano umori, profumi, sapori, segni, parte di un sapere collettivo che sopravvive ad ogni tentativo di prepotente violenza tesa a sopprimere e cancellare una realtà che per la sua bellezza, le sue ferite, rende muti e silenziosi. Riconoscerla è un antidoto alla sparizione, una medicina, una cura a quel costante desiderio di dare senso alle esistenze e alle loro memorie. Rade Jarak è un uomo del Mediterraneo.
Deserti – Fiction autobiografica, pubblicato nel 2023 da Carthago-edizioni, dalla indovinata copertina – che riproduce un quadro di Carmelo Zaffora, il Sigillo del Mare, sintesi delle atmosfere che il libro dona, quel cappello dietro al quale si immagina lo sguardo rivolto verso l’orizzonte sognante del mare – è un romanzo aperto sulla vita di un ragazzino e poi uomo cresciuto sulle rive del mare Mediterraneo, abitando paesi e villaggi in parte spariti, ma ricchi di antiche tracce di storia incastonate nei borghi antichi, di leggende, di fantasmi che prendono vita dai racconti e dalla memoria degli anziani.
Rade, appassionato protagonista delle storie, comunica con toni semplici ma intensi, con sillabe evocative, contenute in uno stile mai gridato, quasi discorsivo, quasi sommesso, anche quando scrive di paura, di timore, di angosce o quando affronta una varietà di temi, da quello dell’identità a quello dei sentimenti dell’adolescenza, da quello degli amori rubati e immaginati a quello della famiglia, ai ricordi delle storie familiari, dagli oggetti che popolano i luoghi misti e incrociati con quelli deformati dalla fantasia, fino a richiamare lo sfaldamento umano della guerra.
La descrizione del parco, del labirinto di verde, è una reale parallela descrizione della vita che appariva ai suoi occhi : “ Ah quel giardino! Era un meraviglioso caos! Per me una vera e autentica foresta magica,un castello incantato dalle mille porte ed altrettante camere, ma senza vie d’uscita”. Descrivere sé stessi e la realtà che ti avvolge è sempre molto difficile. La via di fuga di Rade è sempre il mare. Viaggia con il suo desiderio su quelle navi che lo solcano, anche se ridotte a vecchi legni marciti dall’acqua, ogni legno è un pezzettino di sogni, dice.
La vita scorre come tante inquadrature di un film, come una somma di deserti che non si riescono mai ad attraversare senza bruciarsi, deserti come simboli dei silenzi che definiscono le solitudini, la distanza dei corpi da ciò che si sente con il cuore che rischia di sparire nei labirinti delle assenze, delle lontananze. Rimangono i deserti e quel che resta delle città sconvolte e delle persone sconvolte dalla storia dei fatti : “ Eravamo due creature impotenti, ognuna nel proprio deserto, appoggiate l’una all’altra nella pena e per questo anche più vulnerabili, poiché oltre al proprio deserto, guardavamo, sentivamo, il deserto e la pena dell’altro”.
Il richiamo finale alla guerra e al dissolvimento di ogni sentimento di umanità percorre le ultime pagine del libro lì dove Rade confessa che dove c’è il mare in tempesta “lì è la mia patria… Grandi , assai grandi, sono i deserti in noi, nei nostri animi. Anche il mondo è un deserto”. E il tempo e gli anni ci sfuggono dalle mani e dal cuore. Ma da questo non dobbiamo farci impaurire.
Tradotto in italiano dal croato con grande competenza e appassionato desiderio di includere Rade nei nostri cuori e immaginari, Suzana Glavaš riesce ad essere lettrice attenta e interprete nello stesso tempo del suo linguaggio, con tale intenso sentimento da dar voce anche ai sensi e ai suoni inascoltati che si celano dietro le parole di Rade.
Al prossimo romanzo.
Rita Felerico

Rita Felerico: laureata in Filosofia, giornalista pubblicista, counselor filosofico, promotrice di manifestazioni e iniziative culturali, vincitrice di vari concorsi di poesia, è vice presidente dell’Associazione Peripli – Culture e Società Euromediterranee. Ha pubblicato sillogi poetiche, con Bibliopolis DeSiderio con disegni dell’artista Lello Esposito, Invenzioni a due voci, editore Graus, con disegni del Maestro Riccardo Dalisi. Nudarsi, editore Turisa con disegni dell’arch. Aldo Capasso, Nudarsi – incroci di poesia -dialogo tra versi liberi e parole recluse, editore La valle del Tempo, Di impavida poesia, editore La Valle del Tempo e Del Tempo Trovare le Parole, editore La Valle del Tempo, corredata da opere di artiste/i di vari Paesi. Presente in raccolte e collettanei, con saggi (alcuni pubblicati da Homo Scrivens e da La Valle del Tempo) racconti, recensioni è docente presso le scuole estive dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Organizza dal 2009 gli incontri del Cafè Philo a Napoli e scrive di teatro su varie testate online.

