Cosa succede quando due generazioni si incontrano alla vigilia di una grande partenza? In questo breve racconto audio, assistiamo al momento in cui “Coso” regala un libro speciale a Gabriel, pronto a partire per l’India. Il libro è “Nessuna voce dentro – Un’estate a Berlino Ovest” di Massimo Zamboni.
Attraverso un monologo intimo e nostalgico, il narratore riflette sul divario tra la sua esperienza di viaggio – fatta di macerie e storia punk a Berlino – e quella di Gabriel, un ragazzo del ’90 che forse vivrà la sua avventura attraverso le lenti di Instagram e nuovi linguaggi che noi non comprendiamo appieno. Un viaggio tra passato e futuro, tra l’incertezza e la scoperta.
Il regalo prima del viaggio: un talismano letterario. Il confronto generazionale: la Berlino del muro vs l’India dei Reel. L’accettazione del diverso modo di “sentire” il mondo dei giovani d’oggi.
Vincerei facilmente se scommettessi che James Joyce è fondamentalmente conosciuto come l’uomo che ha convinto generazioni di studenti che non usare la punteggiatura sia, in realtà, un geniale scavalcamento delle regole, oltre che uno stratagemma narrativo. Con l’andare del tempo, infatti, pare che gli sia stato appiccicato addosso il crisma dello scrittore che “non usa le virgole e i punti”, definizione diventata endemica per la diffusa comodità di etichettare generi e stili letterari usando schemi alla “bignamini”; certo, è una definizione a dir poco riduttiva. Joyce era un visionario che ha deciso che la realtà non andava solo descritta, ma sentita, masticata e poi riscritta da zero.
In effetti, il ribelle occhialuto J.J., nato a Dublino nel 1882, era il classico “studente brillante ma problematico”. Amava le lingue, cantava benissimo (tenore, niente meno!) e poi odiava profondamente l’atmosfera soffocante della sua città natale. Infatti, passò gran parte della vita in esilio volontario tra Trieste, Parigi e Zurigo. Ma nonostante se ne fosse andato, non scrisse mai di nient’altro se non di Dublino.
Joyce non si accontentava di scrivere storie: giocò, per esempio, allo smembramento della lingua inglese, smontandola pezzo a pezzo e ricostruendola senza scrupoli e timori reverenziali.
In Gente di Dublino (Dubliners), Joyce chiama “Epifania” quel momento improvviso in cui un oggetto banale, una frase sentita per strada o un gesto ripetitivo rivelano ad un personaggio, improvvisamente, il significato profondo della vita. Ad esempio nel racconto I Morti (l’ultimo di Gente di Dublino), il protagonista Gabriel vede la moglie assorta ad ascoltare una vecchia canzone sulle scale. In quel momento, grazie a un gioco di luci e al suono della musica, capisce improvvisamente che lei ha amato qualcuno profondamente prima di lui e che la sua intera vita è stata, in fondo, superficiale.
Prima di Joyce, nei libri succedevano grandi eventi (duelli, matrimoni, eredità). Joyce dice: “No, la verità sta nel modo in cui guardi la polvere che balla in un raggio di sole”…
Nel Ritratto dell’artista da giovane, romanzo semi-autobiografico, seguiamo la crescita di Stephen Dedalus, crescita direttamente proporzionale allo stile di Joyce che diventa via via più complesso. Ed il suo Finnegans Wake è scritto in una lingua inventata, che mescola decine di idiomi diversi.
Il “Ted Ed” su “l’Ulisse”, che qui presentiamo, cerca di riassumerne il contenuto che, in sintesi estrema, consiste nel seguire le 18 ore della giornata di Leopold Bloom (un uomo comune, gentile e un po’ sfigato) attraverso Dublino, il 16 giugno 1904. Oltre che nel titolo del romanzo, il parallelo epico è scritto nei titoli di ogni capitolo che corrispondono a personaggi ed episodi dell’Odissea di Omero. Solo che al posto di mostri marini e dei, ci sono panini al formaggio e bagni pubblici. Con il “Flusso di Coscienza”, Joyce entra letteralmente nella testa dei personaggi, consentendoci di leggere i loro pensieri così come arrivano: caotici, senza filtri e spesso senza virgole. È il primo “Live Blog” della storia, ma scritto divinamente. Il tutto si conclude con il celebre monologo di Molly Bloom, un fiume inarrestabile di pensieri che è una delle vette di sensualità e umanità di tutta la letteratura. Ma bisogna ammettere anche un altro aspetto riguardante la lettura di “Ulisse”, in particolare. Il video-essay di TED ED si fa interprete dello stato d’animo di molti lettori alle prese con il primo approccio alla lettura del romanzo: difficile, infatti, è resistere dopo un po’ all’impulso di rinunciare, riponendo il libro sullo scaffale più lontano. Leggere l’Ulisse non è come leggere un giallo; è più simile a fare un’immersione subacquea: all’inizio manca il fiato, ma poi inizi a goderti il panorama. Il trucco potrebbe essere non cercare di capire tutto subito: Joyce ha inserito riferimenti a tutto (storia, teologia, canzoni popolari). Se ci si fermasse a ogni parola, non si finirebbe mai. Bisogna andare avanti! Lasciarsi cullare dal ritmo delle parole. Tra l’altro Joyce era un musicista. Molti capitoli (come l’ultimo di Molly Bloom o quello ambientato nel pub, le “Sirene”) sono scritti per l’orecchio. Se un passaggio sembra assurdo, provate a leggerlo a voce alta: improvvisamente prenderà senso. Non è strano che molti lettori tengano sottomano un piccolo riassunto dei capitoli che spieghi il parallelo con l’Odissea aiutandoli a non sentirsi sperduti. Ad esempio, sapere che il capitolo in biblioteca corrisponde a Scilla e Cariddi rende tutto più divertente.
Se proprio riesce difficile farsi coinvolgere, infine, seguite il suggerimento di chi usa “il trucco del 16 giugno”: molti iniziano a leggerlo in occasione del Bloomsday (il 16 giugno, appunto). Leggere di Bloom che mangia un rene alla griglia a colazione mentre anche tu sei a colazione potrebbe creare una connessione magica!
Buona visione!
Massimo Villani, in arte Maestro Missile, opera da svariati anni nel campo dei Videosaggi sul Cinema e sull’Arte.
TedEd è una piattaforma che consente ai docenti di creare lezioni interattive a partire da un video; fa parte della “famiglia” più ampia di risorse dell’omonima organizzazione no profit, che ha come scopo quello di diffondere idee e cultura in ogni ambito attraverso discussioni e conferenze.
Adeline Virginia Stephen – Woolf sarà il suo nome da sposata – è stata tra i più importanti scrittori inglesi, voce innovatrice del romanzo modernista e pioniera del femminismo letterario. Nata a Londra il 25 gennaio 1882 in un contesto intellettuale vittoriano, perde precocemente i genitori e una sorellastra, lutti che coincidono con le prime crisi depressive che l’accompagneranno per tutta la vita. Studia Storia e Lettere Classiche al King’s College di Londra e nel 1912 sposa Leonard Woolf, con cui fonda una piccola casa editrice, la Hogarth Press, e anima il Bloomsbury Group, una cerchia di artisti, scrittori ed economisti. Autrice di romanzi fondamentali nella storia della letteratura mondiale – come La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927), Orlando (1928), Le onde (1931) -, nonché di saggi in cui critica la società patriarcale, le gerarchie di generi e la dipendenza economica delle donne (Una stanza tutta per sé e Le tre ghinee), la Woolf si toglie la vita il 28 marzo del 1941. A 144 anni dalla nascita, Maestro Missile ci propone la traduzione della lezione Ted-Ed dedicata alla grande scrittrice inglese.
Buona visione!
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Abbiamo intercettato i video di “Dice… e quindi?” su Instagram e ci siamo innamorati del suo modo unico di raccontare l’attualità. Così, senza saperne più di tanto – salvo scoprire, ma non siamo neanche sicurissimi, che dietro c’è un duo composto da una laziale, Egizia Franceschini, e un veneto, Massimo Turco -, gli (o “le”?) abbiamo chiesto di provare a recensire un libro, uno qualsiasi. Ha (hanno?) scelto l’ultimo di Carlo Rovelli, “Sull’uguaglianza di tutte le cose”, pubblicato da Adelphi, e ne è venuta fuori questa videorecensione che il Randagio è felicissimo di proporvi, accompagnata da uno scritto, che già da solo ci piace assai.
Scrive (scrivono?): “In questo video notturno e introspettivo, esploriamo i concetti profondi racchiusi in Sull’eguaglianza di tutte le cose, lasciandoci guidare da una passeggiata al chiaro di luna che diventa un dialogo filosofico. Molti di noi vivono con la frustrazione di sentirsi estranei al mondo, alla ricerca disperata di certezze assolute e verità immutabili che sembrano sfuggirci sempre. Questa ansia deriva dall’errore di vederci come soggetti separati da oggetti inanimati. Il video affronta proprio questo: il superamento della solitudine cosmica. Attraverso le parole di Rovelli, scopriamo che non esistono confini rigidi tra noi, i sassi, le galassie e la luce. La soluzione a questo smarrimento esistenziale sta nell’accettare l’incertezza come cuore della conoscenza e comprendere che tutto è relazione. Non siamo osservatori esterni, ma “fratelli di sangue” con il resto del creato. Capire che il mondo è l’interazione tra le parti ci permette di “sentirci a casa”, trasformando la paura dell’ignoto in una meravigliosa appartenenza. Scopri come l’interazione, proprio come nella chimica o nella musica, è l’unica vera chiave di lettura della realtà.”
Oggi festeggiamo i 250 anni di Jane Austen, nata a Steventon, nell’Hampshire il 16 dicembre del 1775. In Italia come in Inghilterra e nel resto del mondo associazioni, club, librerie, biblioteche, gruppi Instagram e appassionati tiktoker organizzano reading, convegni e festival. Ma perché a distanza di oltre due secoli i suoi romanzi sono ancora così attuali ed amati? Proviamo a rispondere, già consapevoli di quanto sia improbabile riuscire ad essere esaurienti. Forse perché trattano temi universali come l’amore nelle sue varie sfaccettature e anticipano dibattiti contemporanei sull’emancipazione della donna; oppure perché offrono un’ironia intelligente sulle ipocrisie della società o ancora per l’abilità dell’autrice nel disegnare profili psicologici inediti per la letteratura del suo tempo; infine, per lo stile inconfondibile che anticipa il romanzo moderno da Virginia Woolf in poi. In occasione del duecentocinquantesimo compleanno di Jane Austen, Maestro Missile ci propone la traduzione della lezione Ted-Ed dedicata alla grande scrittrice inglese.
Buona visione!
Massimo Villani, in arte Maestro Missile, opera da svariati anni nel campo dei Videosaggi sul Cinema e sull’Arte.
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