‘ Jeunesse d’ amour ‘ nasce come chiusura di un cerchio. Devo, con la mente, ritornare molto indietro nel tempo, ad un me stesso bambino, per individuare il momento in cui la parola ‘ Isola’ divenne perno intorno a cui cominciò a girare la mia vita. Fu l’idea stessa di un luogo staccato dal mondo ad attrarmi, l’isola mi sembrò fin da subito non solo un luogo geografico denso di fascino ma anche un obiettivo di vita. Il perché di questo desiderio di fuga credo fosse dovuto sia ad un’infanzia assai infelice ma soprattutto alla romantica bellezza di Capri. Ci sono persone che restano folgorate davanti ad un Caravaggio e, da lì in poi, fanno dell’ Arte il loro campo di ricerca, altre che scoprono di amare le macchine con i motori potenti e diventano piloti o collezionisti di Ferrari, a me è successo di sentire una corrispondenza d’ animo con l’isola azzurra, con gli scogli circondati dal mare, con le navi in porto, le scalinate segrete, il rumore del proprio respiro mentre si arriva al mare.

Ecco quindi Capri e Alicudi, due luoghi che sembrano lontani ma che, invece, nascondono la stessa anima ombrosa, gemelli dizigoti uniti dall’ essere montagne marine, alternanza di abissi e pause di respiro.
È sull’isola azzurra che ho appreso il valore del silenzio, precisamente lungo via Tragara: ” leggi cosa c’è scritto qui: il silenzio e la pulizia sono indici di civiltà, rispettiamoli “, mi invitava a notare mia madre ogni qual volta diventavo troppo rumoroso. E funzionava. Da quelle passeggiate lungo una delle vie più affascinanti del mondo compresi che la bellezza merita rispetto ed il rispetto è spesso legato all’ ascolto e al silenzio.
Da quel momento, il silenzio è diventato un valore centrale della mia esistenza ed è forse la caratteristica principale dell’isola che ho poi scelto come casa d’ elezione: Alicudi. Questo è il percorso segnato da un filo azzurro di mare: Capri, Isole del tirreno, Alicudi. Un lungo peregrinare durato anni per cercare dove l’idea dell’ esilio potesse avere una moderna applicazione. E fu sempre da Capri che partì questo percorso, più precisamente dalle pagine di un libro che fu colpo di fulmine , ‘ L’ esule di Capri ‘ di Roger Peyrefitte. Fu la compianta Ausilia Veneruso a farmelo scoprire e fu sempre lei a presentarmi il sarcastico autore, con il quale intrecciai una delirante romantica corrispondenza. Il libro su Fersen aveva pagine complesse e una storia che mi affascinava non tanto per i suoi risvolti scandalosi ma soprattutto per la scelta: Fersen infatti sceglie, individua un angolo di mondo dove inventare una vita e quell’ angolo di mondo non poteva non essere un’isola e quell’ isola fu necessariamente Capri.

Incontrai, alcuni anni dopo, Ausilia: ” finalmente! Sei tornato a Capri!” mi disse sorridendo
” Cara Ausilia, solo di passaggio. Ora la mia isola è Alicudi. Ti piacerebbe, ha la stessa anima drammatica ed anarchica di Capri “
” Deve essere bellissima, tu le isole le capisci da quando eri ragazzino. Però ricordati, questa (Capri) resta l’isola più isola di tutte.” E, come al solito, aveva ragione.
Ed ora questa mostra si propone come gioco di specchi, due isole a confronto, Donna Capra e Donna Ericusa, mineralogicamente diverse eppure unite da uno stesso sguardo enigmatico sul mondo. Entrambe sono luoghi estremi, verticali, montagne dove il mare è spesso uno sfondo sul quale si muovono sirene e poeti, pirati e amanti della solitudine.
Mi sembra che la mia strada debba ripartire da queste rocce bianche, da questa realtà che guardo con occhi che la trasfigurano. Non vedo nulla di quello che mi circonda, colgo solo i particolari che riconosco, le tracce che non sono svanite.
Ma, del resto, a chi piace la realtà? A me no.
Roberto di Alicudi

Roberto di Alicudi
Jeunesse d’Amour
dipinti su vetro
a cura di Valentina Rippa
opening sabato 8 giugno alle 18.00
Villa Lysis |Fumeria d’oppio| Capri
in occasione dell’apertura della mostra è prevista la performance site specific della
Compagnia Virgilio Sieni
Sabato 8 giugno 2024 inaugura a Capri nelle stanze della fumeria d’oppio di Villa Lysis la mostra personale dell’artista Roberto di Alicudi, a cura di Valentina Rippa. La vernice sarà accompagnata da una performance di danza site specific ideata dalla Compagnia Virgilio Sieni.
Un corpus di circa cinquanta opere divise in due nuclei tematici mettono in risalto la coerenza espressiva dell’artista, il suo interesse per il genius loci, inteso come anima dei luoghi, il mito, e l’amore incondizionato per le due isole: Capri e la Sicilia.
Sebbene la mostra sia fortemente ispirata dalle suggestioni legate a Villa Lysis e alla vita del Barone e poeta Jacques d’ Adelsward Fersen, che scelse Capri per il suo esilio volontario da Parigi nel 1903, parte della mostra è altresì dedicata alle isole Eolie patria d’adozione per Roberto di Alicudi.
Tassello dopo tassello, prende forma un mosaico colorato in cui si intrecciano da un lato leggende e personaggi a metà tra il sacro e il profano strettamente legati alla tradizione eoliana e dall’altro gli aneddoti frivoli della mondanità caprese e i paesaggi iconici. Ritroviamo la marchesa Casati Stampa con il fidato leopardo e un pavone blu, il sadico De Sade, la temeraria principessa Pignatelli nel severo costume rosso cupo e altri viveurs dell’epoca. Matermania, i Faraglioni, la piazzetta con l’orologio, il bar Tiberio, Casa Malaparte, la grotta azzurra, Punta Tragara ed altri luoghi universalmente famosi che non potevano sfuggire alla virtuosità dell’artista.

“Roberto di Alicudi – riportando le parole della curatrice – predilige una simbologia allusiva ed ironica, rifacendosi ad uno stile pittorico buffonesco, reinterpretato nel gesto e nel pensiero, con una grazia antica. In ogni sua opera si riconosce la cura, nel dettaglio, nella devozione per il Silenzio, a cui è dedicata un’intera parete delle sale espositive di Villa Lysis, nell’attenzione amorevole alla natura e alle sue creature. La sua è una rilettura originale e poetica del retaggio culturale di un luogo e dei suoi abitanti che restituisce un insieme di opere dall’estetica vivace e dall’anima nostalgica. Nostalgica come la tecnica minuziosa su vetro con cui realizza tutte le opere ispirandosi all’arte dei Pincisanti radicata nei borghi remoti e nelle piccole isole della Sicilia.”
I dipinti sono di piccole dimensioni, caratterizzati da un particolare uso della luce e del colore ad olio che viene steso su vetri originali d’epoca; anche le cornici utilizzate sono frutto di una attenta ricerca da brocante, pertanto una è diversa dall’altra.

Roberto di Alicudi – Contessa di Alicudi
Felicemente napoletano, Roberto Longo in arte ‘ Contessa di Alicudi Schifanoja ‘ (@roberto_di_alicudi su IG) ha scelto Alicudi come casa e il Mediterraneo come inesauribile fonte d’ispirazione . Dopo la laurea in Storia dell’arte e il debutto come pittore alla Biennale d’arte di Filicudi nel 2017, ha esposto a Parigi presso la galleria 3M2 di Palais Royale, seguito poi dalla galleria Amanei di Salina fino alle ultime esposizioni a Palazzo Riso di Palermo e a Lecce in qualità di unico artista invitato dalla Fondazione Sylva nell’ ambito della manifestazione ‘ Artigianatod’Eccellenza ‘. Nel 2022 ha inaugurato una sua personale alla galleria Amanei di Salina con il titolo di ‘ Camurrìa‘ seguita dalla collaborazione con l’azienda dolciaria de Stefano. Nell’ Aprile 2023 ha organizzato a Palermo la sua mostra personale di dipinti su vetro intitolata ‘ Hotel Patria ‘, con un intervento coreutico della Compagnia Virgilio Sieni sul tema del Silenzio. Ha poi realizzato alcune opere utilizzate per manifesti cinematografici ( “La terra dentro” di Cosimo Terlizzi presentato al festival del cinema di Torino nel 2019 ) e per copertine di libri ( l’ultimo libro di Catena Fiorello ‘Amuri’ edito da Giunti editore, prossima uscita Stefania Aphel Barzini, ‘ L’ isola che mi amava ‘ ed Ponte delle Grazie ) e dischi ( ‘ La Comitiva ‘di Erlend Oye & la Comitiva ). Altra collaborazione importante è quella in via di commercializzazione con Massimo Alba, per la realizzazione di una serie di foulard.
Nel corso del tempo ha affinato ulteriormente la conoscenza della pittura su vetro, una tecnica pittorica estremamente complessa e poco diffusa ( già Flaubert nel suo Dizionario dei luoghi comuni definiva questa pittura “ scomparsa”) e alcune sue opere sono entrate in prestigiose collezioni private italiane ed estere.

